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Nasce dal “combinato disposto” che vede insieme due parlamentari dello stesso gruppo, l’on. Roberto Marti, in veste di genitore adottivo, e l’on. Gianfranco Chiarelli, avvocato e capo gruppo CoR nella Commissione Giustizia della Camera, una proposta di legge che punta a riformare l’attuale normativa sulle adozioni.

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E’ questo il dato più rilevante emerso da un interessante confronto che si è tenuto sabato 10 settembre a Taranto. Organizzato dal coordinamento provinciale dei Conservatori e Riformisti, con il gruppo delle “Leonesse”, il punto di partenza per un dibattito che ha registrato una significativa presenza di pubblico, è stata la presentazione del libro “Aiuto! Mi si sono rotte le acque”, una testimonianza della giornalista Michela Giordano, anche lei madre adottiva, che ha registrato con la puntualità del cronista, una serie di esperienze di genitori, trattando l’argomento con ironia, ma mettendo in evidenza tutte le difficoltà che oggi incontrano le coppie che si rivolgono alla adozione. Libro la cui prefazione è stata curata dall’attrice e scrittrice Beatrice Fazi (un medico in famiglia, il restauratore), presente all’incontro. Ad arricchire il dibattito le testimonianze dell’ avv. Alessia Margherita e della dott.ssa Viti Del Prete dell’associazione “I figli della luce”.

L’attuale normativa che regolamenta le adozioni, quella nazionale e quella internazionale, unitamente ad una serie di problematiche di natura organizzativa, rende il percorso dei genitori che si avvicinano a questo istituto assolutamente impervio e in alcuni casi quasi impossibile da affrontare. Molte sono le ragioni che determinano attese insostenibili; la stessa autrice del libro ha atteso ben otto anni prima di portare a termine, con esito positivo, il suo progetto di maternità attraverso una adozione. C’è tanta inutile burocrazia, ma anche il sospetto che qualcosa non funzioni nella gestione del sistema che determina l’adottabilità e soprattutto nel metodo di assegnazioni in fase di comparazione delle coppie. Manca un registro nazionale, non c’è un sistema organico di controllo (vedi ad esempio il fenomeno dei minori stranieri non accompagnati che “spariscono”), non c’è chiarezza nei criteri di valutazione, è necessaria un’assistenza post adozione oggi carente. Tutte questioni che gli on.li Marti e Chiarelli si propongono di affrontare in sede parlamentare con una proposta di legge che sarà depositata alla riapertura dei lavori della Camera e opportunamente presentata alla stampa.

Non è mancato nel dibattito un riferimento alla questione più generale della famiglia. L’ing. Francesca Colaninno, vice coordinatrice provinciale, e organizzatrice insieme a Tatiana Margherita (cordinatrice provinciale delle Leonesse), dell’evento, ha ribadito la posizione dei CoR, ovvero “il riconoscimento della famiglia naturale costituita da un uomo, una donna e i loro figli, senza negare la necessità di riconoscere tutti i diritti ad altre formazioni sociali, che però non possono definirsi famiglia.” Tema ripreso dall’on. Chiarelli nelle sue conclusioni : “I diritti civili sono una cosa, l’adozione da parte di coppie gay ben altro; la nostra posizione è chiara ed è quella assolutamente contraria.”

Non poteva mancare il riferimento alla recente polemica sul fertility day. Chiarelli ha segnalato come dal sito dell’Istituto Superiore di Sanità, appaiono con estrema chiarezza le reali motivazioni per cui oggi si registra un preoccupante calo demografico. Presenti anche il consigliere regionale Renato Perrini, il capogruppo al consiglio comunale Tony Cannone, il vice coordinatore cittadino Giacinto Fallone, diversi rappresentanti istituzionali, come gli assessori comunali di Crispiano Giancarlo Argese e Sabrina Pontrelli e dirigenti dei CoR. In platea tante coppie adottive con i rispettivi figli.

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