“Salvatore e le tecnologie” è un viaggio alla scoperta del mondo in modo innovativo e moderno, una mano pratica per comprendere la semplicità dei linguaggi. E’ questo, in estrema sintesi, il cuore del lavoro coordinato dalla Prof.ssa Maria Cristina De Vita in collaborazione con i ragazzi della scuola secondaria. L’obiettivo è quello di spiegare la dislessia attraverso il linguaggio semplice del fumetto.

Il lavoro sarà presentato domani, martedì 8 aprile 2014 alle 17,30 nell’Auditorium della nostra Filiale di Grottaglie (Via Messapia), dall’Autrice, dal Direttore Generale della BCC San Marzano di San Giuseppe Emanuele di Palma (che ha curato la prefazione), dal Prof. Vito Gallotta (Docente Ordinario di Scienze della Formazione dell’Università di Bari) e dell’Avv. Ciro Alabrese (Sindaco di Grottaglie).

Qui di seguito la prefazione del Direttore Generale Emanuele di Palma.
«I più – scrive Emanuele di Palma – si chiederanno come mai un appassionato di economia abbia accettato di scrivere una prefazione ad un lavoro che poco ha a che fare con la finanza, i soldi, la crisi, la ripresa e simili. Credo però di poter dire, in tutta franchezza, che l’esperienza professionale che dal 1995 conduco sul territorio, mi abbia fatto maturare una convinzione: i talenti possono essere nei posti più impensati e impensabili e nelle condizioni apparentemente meno ideali. La consapevolezza di continuare a cercare di creare i presupposti per coltivare le eccellenze, svilupparle, comprenderne le evoluzioni e sostenere i progetti, è la spinta che ogni giorno siamo chiamati ad affrontare. Per arrivare a ciò, però, occorre coglierne i segni, i simboli, interpretarne gli sguardi, cercando di carpire la luce della speranza e la coerenza dell’accettazione. 

Tocca a noi adulti, in primo luogo, dimostrare di aver compreso. Di essere stati in grado di leggere i diversi stati ed aver incanalato le scelte nelle giuste direzioni. Il nostro buon esempio, il coinvolgimento dei giovani, il parlare con chiarezza, sono i primi passi verso una rimodulazione esistenziale. La vita è una, va presa ed affrontata con determinazione. Senza limiti e vergogna. Senza pregiudizi. Oggi Salvatore potrebbe essere chiunque di noi. Qualunque delle nostre ragazze e ragazzi. Il messaggio che emerge è quello dell’apertura mentale, soprattutto da parte di chi lo circonda. Il clima di fiducia è essenziale e fondamentale. Tocca a noi coltivare i nostri talenti, aiutarli a crescere in un contesto sociale che li accudisca, prima, e li faccia camminare con le proprie gambe, poi. 

Provate ad immaginare come sarebbero state le vite degli attori Tom Cruise, Jack Nicholson, Keanu Reeves, Robin Williams, Patrick Dempsey, Dustin Hoffman  o Henry Winkler, senza qualcuno che li assecondasse nella loro vocazione. Oppure quelle di Muhammad Ali o Magic Johnson senza il giusto sostegno nelle loro sfide. O, ancora, quelle di Michelangelo, Leonardo Da Vinci, Mozart, Ludwig van Beethoven, Pablo Picasso, Andy Warhol, John Lennon e Cher, se avessero posto limiti alla creatività della loro arte. O le vite di Walt Disney, Hans Andersen, Agatha Christie, F. Scott Fitzgerald e Gustave Flaubert se qualcuno non avesse dato loro una penna e un foglio sul quale scrivere. O quelle di Albert Einstein, Michael Faraday, Pierre Curie, Carol Greider, Louis Pasteur e Milton Erickson se avessero avuto barriere alle loro geniali intuizioni. O, infine, quelle di Winston Churchill, John F. Kennedy, Steven Spielberg, Richard Branson, Nelson Rockfeller, Henry Ford,  Ted  Turner, Ingvar Kamprad, Bill Gates o Steve Jobs, se fossero stati isolati sul nascere.

Ecco, sono solo alcuni esempi di una lista più lunga e ricca, che ci fa comprendere come sia fondamentale rivedere i nostri concetti culturali di base, modellandoli su un’elasticità mentale capace di leggere condizioni nuove, inedite, alle quali probabilmente non siamo abituati. E bene ha fatto Maria Cristina De Vita nella sua didattica con gli alunni, con un linguaggio semplice, chiaro, colorato e immediato, ad affrontare un tema che è molto più vicino a noi di quanto si possa immaginare. Che però può essere colto solo se siamo talmente bravi ad interpretarne segni e segnali. A definire gli aspetti in maniera corretta e valutare gli atteggiamenti idonei. Perché non c’è mai limite all’intelligenza umana e, come spesso ribadisco, le eccellenze possono essere celate negli angoli più nascosti. Tocca a noi far sì che vengano alla luce».