«Purtroppo registriamo l’ennesimo incidente mortale sul lavoro nell’ILVA, vittima il dipendente di una ditta d’appalto, mentre era intento in una manutenzione. L’ANMIL Taranto (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro) esprime ai familiari del malcapitato le più sentite condoglianze e la totale disponibilità nell’assisterli gratuitamente in futuro nello svolgimento delle pratiche presso l’INAIL.» Lo dichiara Emidio Deandri, Presidente ANMIL Taranto

«Inoltre – prosegue Deandri – se dovessero emergere responsabilità dell’ILVA o dell’azienda della quale la vittima era dipendente, l’ANMIL Taranto intende costituirsi parte civile nel relativo procedimento.

Se dovessero trovare conferma le prime notizie frammentarie, ovvero che l’incidente sarebbe avvenuto nelle operazioni di ripristino di un binario sul quale era recentemente deragliato un carro siluro, questa ennesima “morte bianca” all’interno dell’ILVA sarebbe la tragica conferma di quanto abbiamo già sottolineato in occasione di altri incidenti.

Nel mentre i commissari si barcamenano per recuperare prestiti per la mera sopravvivenza dell’ILVA, senza che il Governo abbia un progetto chiaro e definito sul futuro della siderurgia nazionale, la perdurante crisi finanziaria dell’ILVA, e conseguentemente dell’indotto, ha comportato una sensibile riduzione dei fondi destinati alle attività manutentive degli impianti nel siderurgico che ha abbassato drasticamente il livello di sicurezza sul lavoro degli operatori.

Più in generale – continua Deandri – da mesi l’ANMIL ha sottolineato che, quando si svolgono lavori impegnativi in condizioni disagevoli, come quelli svolti spesso su grandi impianti industriali, bisogna avere la massima concentrazione e la mente sgombra da pensieri immanenti, come quelli sul futuro della propria famiglia, sulla possibilità di continuare a pagare il mutuo, di far proseguire al meglio gli studi ai figli.

Da mesi invece i dipendenti dell’ILVA e dell’indotto assistono impotenti a un susseguirsi di notizie contrastanti che aumentano l’incertezza sul proprio futuro lavorativo, nonché sulle retribuzioni correnti, con la tensione che aumenta di giorno in giorno.

Se non vogliamo che in futuro nel siderurgico tarantino ci siano ancora “morti bianche” e gravi incidenti invalidanti – conclude Emidio Deandri, Presidente ANMIL Taranto – è necessario che il Governo si faccia carico della questione ILVA dando precise risposte a chi ogni giorno, salutando moglie e figli per andare al lavoro, non sa se tornerà più a casa