Il 5 settembre – come è noto – è scaduto il termine per la presentazione delle osservazioni alla domanda di Aia dei nuovi interventi e di modifica del Piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria, approvato con DPCM del 14 marzo 2014, nonché di ogni altro titolo autorizzativo necessario per l’esercizio degli impianti, presentati da AM INVESTCO Italy.” Lo ricorda in una nota l’Onorevole Donatella Duranti.

Il Governo – evidenzia la parlamentare ionica – dovrà concludere la procedura approvativa con l’emanazione di un nuovo DPCM entro il 30 settembre prossimo.
Inoltre, dal 13 settembre dovrebbe partire il negoziato con le oo.ss. sui livelli occupazionali.

Nel volgere di pochi giorni, quindi, si potrebbe chiudere una vicenda che dura da anni e che, fino a qui e nonostante 11 decreti legge e una lunga gestione commissariale, non ha garantito soluzioni ai drammi provocati dall’Ilva di Taranto.

Il trasferimento dei complessi aziendali ad AM INVESTCO Italy – con la previsione di riduzione dei livelli occupazionali e le modifiche richieste al Piano Ambientale – aggraveranno la situazione e ipotecheranno qualsiasi possibilità di realizzare misure di tutela e di risanamento.
Le proposte della società aggiudicataria della procedura di cessione sono inaccettabili perché, come esplicitato bene in particolare da Legambiente, peggiorano persino il DPCM del 2014 e propongono soluzioni che lasciano inalterati i processi produttivi; non introducono alcuna innovazione tecnologica; dilatano ulteriormente i tempi per il risanamento; non prevedono la valutazione del danno sanitario.

In sostanza la lunga vertenza Ilva, per come è stata affrontata dai Governi che si sono succeduti, risulterà un imponente regalo ai privati ed un’ulteriore beffa ai danni dei lavoratori e dei cittadini.

Questo esito si potrebbe evitare solo con la volontà di accogliere le osservazioni, di rigettare le proposte di modifica della società aggiudicataria e di aprire un nuovo percorso basato sull’intervento diretto dello Stato.

Ho avuto modo di dirlo ad ogni conversione di Decreti Legge sull’Ilva – conclude l’On. Duranti: le soluzioni fin qui prospettate sono assolutamente sbagliate, le scelte operate vanno in senso contrario rispetto alle necessità di tutela della salute e del lavoro e le inaccettabili proposte di AM INVESTCO sul Piano Ambientale sono la dimostrazione del fallimento e della resa della politica.”