elezioni
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Qual è il comune che va alle elezioni con il corpo elettorale più numeroso? e quello meno numeroso? quanti giovani voteranno per la prima volta?

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Dati, statistiche e informazioni, sulla tornata elettorale del 10 giugno, sono state raccolte in un dossier curato dalla Direzione centrale dei servizi elettorali e dall’Ufficio studi e legislazione del Dipartimento per gli Affari interni e territoriali.

Il dossier per le elezioni

La pubblicazione contiene tutte le informazioni relative alle diverse fasi del procedimento e agli enti interessati al voto. È possibile approfondire temi e ripercorrere alcuni momenti storici, esaminare i dati attraverso tabelle, grafici e statistiche.

Inoltre, sono presenti curiosità e notizie particolari; ad esempio: i comuni di nuova istituzione mediante fusione al voto per la prima volta e gli enti dove non sono state presentate liste.

La pubblicazione raccoglie informazioni e dati sull’evento elettorale: i cenni storici dal 1848, il sistema elettorale con prospetti sulla ripartizione e attribuzione dei seggi con il metodo D’Hondt, il procedimento preparatorio, le modalità e le operazioni di voto e scrutinio, le fonti normative, un glossario dei termini tecnici utilizzati, i dati dei comuni al voto, tabelle, grafici e statistiche.

 

Cos’è Il metodo D’Hondt per le elezioni

Il metodo D’Hondt, inventato e descritto per la prima volta dallo studioso belga Victor D’Hondt nel 1878, è un metodo matematico per l’attribuzione dei seggi nei sistemi elettorali che utilizzano il metodo proporzionale.

Questo sistema prevede che si divida il totale dei voti di ogni lista per 1, 2, 3, 4, 5… fino al numero di seggi da assegnare nel collegio, e che si assegnino i seggi disponibili in base ai risultati in ordine decrescente.

Il sistema, da lui ideato, è trattato nel libro Système pratique et raisonné de représentation proportionnelle, edito a Bruxelles.

Tale metodo è stato adottato in numerosi Paesi, tra cui 13 dei 28 stati membri dell’Unione europea (Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Estonia, Finlandia, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovenia, Spagna), la Svizzera, la Turchia, Israele e, pur modificato, anche nella Repubblica di San Marino.

In Italia era utilizzato per l’elezione dei Senatori della Repubblica nella precedente legge elettorale e per le elezioni provinciali ed è ancora utilizzato nelle elezioni comunali per l’assegnazione dei seggi riservati alle liste o coalizioni che non avendo vinto l’elezione formeranno la minoranza in consiglio, oltre che nella scuola secondaria di secondo grado per l’elezione dei membri del consiglio d’istituto.

Come funziona il metodo D’Hondt

Alle elezioni del Parlamento composto da 8 seggi si presentano cinque partiti. I risultati elettorali sono i seguenti:

  • Voti validi: 17800 schede
  • Lista A: 5050 preferenze
  • Lista B: 4490 preferenze
  • Lista C: 3270 preferenze
  • Lista D: 2900 preferenze
  • Lista E: 1520 preferenze
Partiti percentuali voti
Lista A 28,37% 5050
Lista B 25,23% 4490
Lista C 21,57% 3840
Lista D 16,29% 2900
Lista E 8,54% 1520

L’applicazione del metodo D’Hondt prevede la formazione di una tabella in cui si dividano i voti ottenuti dai vari partiti per un numero crescente di un’unità, fino all’identificazione decrescente del numero di seggi disponibili (nell’esempio, i numeri divisori dovranno essere quanto basta per ottenere i risultati cercati):

Numeri divisori A B C D E
1 5050 (1) 4490 (2) 3840 (3) 2900 (4) 1520
2 2525 (5) 2245 (6) 1920 (7) 1450 760
3 1683 (8) 1497 1280 967 507
4 1263 1123 960 725 380
5 1010 898 768 580 304
6 842 748 640 483 253
7 721 641 549 414 217
8 631 561 480 363 190

Vengono dunque evidenziati, come accade nella tabella qui sopra, gli otto numeri più alti presenti nella tabella stessa, essendo otto i deputati da eleggere.

Ad ogni casella evidenziata corrisponde un candidato eletto. Il Parlamento sarà dunque composto da:

  • 3 deputati del partito A
  • 2 deputati del partito B
  • 2 deputati del partito C
  • 1 deputato del partito D
  • 0 deputati del partito E

Qualora ci fossero due quozienti uguali, si assegnerebbe un deputato ad entrambi i partiti.

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