“Già nel 2019 finiti all’asta 155 vigneti pugliesi per un valore di quasi 18 milioni di euro per crisi di mercato, difficoltà nell’export e tassazione eccessiva.

Il crollo delle attività di 20mila bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e 876 agriturismi in Puglia ha un effetto negativo a valanga sull’agroalimentare nazionale, con una perdita di fatturato di oltre 680 milioni di euro per i mancati acquisti in cibi e bevande nel 2020, per cui è necessaria una robusta iniziazione di liquidità per scongiurare che finiscano finanche all’asta i vigneti pugliesi, l’effetto più drammatico per le aziende che non riescono a sopravvivere alle crisi.”

E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti Puglia sulle conseguenze delle chiusure e delle limitazioni imposte alla ristorazione dalle misure anti contagio per l’emergenza Covid in zona arancione.

“Una drastica riduzione dell’attività che pesa sulla vendita di molti prodotti agroalimentari, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato. Le limitazioni alle attività di impresa devono prevedere un adeguato sostegno economico e iniezioni di liquidità per gli agriturismi e lungo tutta la filiera”, incalza Coldiretti Puglia.