Arriva l’estate e, specialmente dalle nostre parti, questo significa lunghe ore trascorse al mare, a cercare un po’ di refrigerio tra le acque cristalline delle nostre marine, magari dopo essersi “rosolati” al sole per abbronzarsi a puntino.

Se l’estate è sinonimo di vacanza per gli adulti, lo è ancora di più per i bambini, specie per chi trascorre lunghe giornate in città, lontano dalla natura e con poche occasioni di divertirsi all’aria aperta. Ecco così che sulla spiaggia c’è la possibilità di costruire castelli di sabbia, realizzare lunghe e tortuose piste per le biglie, impegnarsi in estenuanti tornei di pallavolo o racchettoni, e chi più ne ha più ne metta.

Negli ultimi anni la nostra società e le sue abitudini hanno subito una impressionante trasformazione; accade così che agli occhi di un bambino di oggi appaia straordinario o sconosciuto quello che a suo padre o a suo nonno è invece ben conosciuto. A volte queste scoperte sono fonte di stupore e meraviglia, altre volte causano comportamenti scorretti che andrebbero evitati, quasi sempre originati dal mancato rispetto per quello che sembra avere nessun valore ed è invece preziosissimo.

Sempre più spesso sulle nostre spiagge capita di notare bambini che con un retino catturano piccoli pesci, granchi ed altri animali marini, oppure si impegnano a staccare piccoli mitili dagli scogli per poi abbandonarli al sole, o catturano farfalle, distruggono formicai, schiacciano scarabei o mutilano lucertole. Il tutto sotto gli sguardi disattenti dei genitori, che non di rado sono ben felici di potersi rilassare un po’ senza dover badare ai loro pargoli, giustificando il loro comportamento con la scusa che “In vacanza i bambini qualcosa devono pur fare”.

Allora, se proprio vogliamo fargli fare qualcosa, impegniamoci ad aiutarli a comprendere che ogni vita, anche quella dell’essere più minuscolo, va rispettata e tutelata, che gli animali non sono giocattoli a nostra disposizione, che la Natura è un mondo meraviglioso ed affascinante che ci rivela scoperte meravigliose se abbiamo l’accortezza di cercarle con attenzione.

Aiutare un bambino a scoprire le bellezze del mondo che lo circonda diventerà anche per noi adulti un modo per riscoprire un “mondo perduto”, ci offrirà la possibilità di stabilire un rapporto diverso ed originale con i nostri bambini e ci renderà consapevoli delle responsabilità che abbiamo verso le generazioni future, perché – come afferma un noto proverbio – noi non siamo i padroni della Terra, la abbiamo solo in custodia per consegnarla a chi verrà dopo di noi.