Con la primavera arrivano i tradizionali festeggiamenti in onore di San Giuseppe; se in tutta Italia questa data celebra la “Festa del papà”, in molte città e paesi questa è anche l’occasione per celebrare riti propiziatori la cui origine si perde nella notte dei tempi, assorbiti poi dalla religione cristiana, che hanno il loro clou nella accensione di grandi falò.

Nella provincia ionica, una delle manifestazioni più imponenti è senz’altro quella che si svolge a San Marzano di San Giuseppe, dove viene allestita una monumentale pira con la legna trasportata su grandi carri trainati da cavalli. Ed è proprio questa particolarità ad aver sollevato – negli ultimi anni – proteste sempre più accese da parte di chi ritiene eccessivo lo sforzo a cui sono sottoposti gli animali da tiro e chiede che la tradizione venga mantenuta ma con un maggiore rispetto per gli animali che ne sono inconsapevoli protagonisti. “Ogni anno il 18 marzo a San Marzano di San Giuseppe, in onore di San Giuseppe patrono del paese, si celebra la processione delle fascine: i cavalli vengono costretti a trainare carri carichi di fascine di legna del peso minimo di 700/800 chili, ma anche molto di più, e quando piove e la legna assorbe tutta l’acqua il peso è inimmaginabile, perché più carico è il cavallo, più onore è per il santo.” A scriverlo è la Dott.ssa Tiziana Annicchiarico, che aggiunge: “E questo avviene durante tutto il pomeriggio, dalle tre fino a notte, per diversi chilometri i cavalli si trascinano in giro per il paese, spesso tirati con forza e pungolati con bastoni di legno, per arrivare stremati ed esausti nel luogo dove questa legna servirà per il falò, sempre in onore del santo. E durante il percorso inoltre sono costretti ad “inginocchiarsi” davanti la statua del santo. Qualche anno fa un cavallo è anche morto….

Personalmente – conclude la Dott.ssa Tiziana Annicchiarico – considero queste tradizioni incivili poiché si esprimono attraverso lo sfruttamento nei confronti dei cavalli, Chiedo gentilmente al Sindaco di San Marzano di San Giuseppe di vietare l’utilizzo dei cavalli per questa processione.
Gli animali non sono cose, oggetti, schiavi al nostro servizio, ma sono esseri senzienti .” Dello stesso tenore anche la email che ci ha inviato il Sig. Roberto Mazzitelli, che scrive: “Esprimo indignazione e amarezza per aver appreso della brutta consuetudine di sfruttare dei cavalli sottoponendoli a indicibili sforzi e sofferenze durante la processione delle fascine in onore del Santo
Patrono. Gli animali non sono nostri schiavi, non sono nati per farci divertire, non è giusto trattarli in questo modo. Le tradizioni si rispettano quando sono portatrici di valori positivi da non disperdere e da trasmettere alle nuove generazioni. Cosa c’è di bello e di positivo nel tormentare dei poveri cavalli, per di più in nome di Dio? Quale orribile messaggio di violenza e sopraffazione viene
dato ai giovani?

Mi auguro – conclude il Sig. Mazzitelli – che al più presto a San Marzano di San Giuseppe sia vietato l’utilizzo dei cavalli nella processione e si proceda a rinnovare la tradizione nel segno di un sempre più diffuso senso di rispetto per gli animali.”