Santissima Trinità

La festa della Santissima Trinità che la Chiesa celebra oggi ha una tradizione molto antica: essa compare in Occidente a partire già dal X secolo (soprattutto in Francia e Germania). Già nel sec. VIII nasce uno dei testi della Messa usati ancora oggi, il prefazio, cioè la preghiera recitata prima del “Santo”. Alcuni ambienti monastici ne diffondono la devozione, per esempio il monastero di Cluny (a partire dall’anno 1030).

Nel XIV sec. (1331) verrà inserita nel calendario delle celebrazioni grazie al papa Giovanni XXII e dopo il concilio di Trento sarà nel Messale romano del 1570. Ma che cos’è la Trinità? Essa è anzitutto un mistero che costituisce il Credo centrale del Cristianesimo. Attorno a questo Credo lo stesso Consiglio Mondiale delle Chiese ha trovato uno dei capisaldi per riunire le molte comunità cristiane nell’unità della fede.

Da sempre la Trinità è stata al centro della riflessione teologica sia nel pensiero dei Padri della Chiesa, che in quello dei teologi delle altre religioni non cristiane. L’Ebraismo non crede nella Trinità perché la professione di questo dogma sminuirebbe di conseguenza la professione di fede nell’Unicità di Dio. Così sono convinti che il Cristianesimo abbia accolto in sé un Dio contraddittorio perché sarebbe uno e tre insieme. La teologia islamica critica la dottrina della Trinità perché anch’essa vede in questa un’offesa al monoteismo. In altre parole, per loro, sembrerebbe che il Cristianesimo creda in tre dei.

Nel Cristianesimo non sono mancate le spiegazioni e le precisazioni. Credere in Dio Trino non è contraddire l’unità di Dio stesso: la formulazione classica dice che Dio è “una sostanza in tre persone”. Se noi per comprendere proviamo a immaginare tre persone una accanto all’altra, non capiremmo mai. Il problema sta nel fatto che nel pensiero occidentale, molto influenzato dalla filosofia platonica, il “primato dell’unità” (il fatto che ogni cosa sia una sola e quella soltanto) fa problema alla “comunione” (cioè alla possibilità che Dio sia uno e insieme non-solitario).

Egli si è manifestato come il Dio dell’amore eterno ed è realmente così perché lo è anche in se stesso: è comunione di persone tanto da essere uno. Alla difficoltà di comprendere con la mente segue l’assenso della fede perché a Dio è piaciuto rivelarsi così. Se volessimo trovare dei fondamenti biblici alla dottrina della Trinità, sebbene non sia facilissimo – per esempio non possiamo trovarne nell’Antico Testamento – non è nemmeno impossibile.

Cito solo due testi: – Il primo riguarda le parole di Gesù stesso: “Andate dunque, fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti giorni, fino alla fine del mondo” (Matteo 28,19-20). Comprendiamo queste parole alla luce di tutta la sua vita terrena perché continuamente ha detto di essere il Figlio di Dio, dunque, di avere Dio per Padre, e che lo spirito Santo sarebbe stato il segno di Dio stesso presente con i suoi discepoli in eterno.

Un secondo testo è quello della seconda lettera di San Paolo ai Corinzi in cui l’apostolo saluta i destinatari con queste parole: “La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi” (2Cor 13,13). Questo testo, scritto anch’esso dopo la Pasqua, testimonia che i discepoli hanno già compreso il mistero trinitario che ben presto sarebbe entrato a far parte del Credo comune.

La stessa preghiera del “Gloria al Padre” è tanto antica da essere presente nella Scrittura e nei primi testi cristiani come una delle più comuni espressioni di lode a Dio.

Come possiamo intendere oggi la festa della Trinità? Essa è il vero compendio di tutto il mistero pasquale ed è provvidenziale che la si celebri dopo il tempo di Pasqua. La Trinità dice alla nostra vita di credenti la certezza della presenza di Dio e ancor di più la grandezza della possibilità di conoscere Lui. Così si esprime uno dei testi della Messa di oggi, la preghiera di colletta, la quale afferma: “Dio padre, hai mandato nel mondo tuo Figlio, parola di verità, e lo Spirito santificatore per rivelare agli uomini il mistero della tua vita“.

In altre parole, con Gesù ci è stata manifestata in pieno la realtà e la vicinanza di Dio e per mezzo del suo Spirito ora rimane per sempre con noi.