Si è conclusa oggi la Conferenza Interparlamentare svoltasi a Zagabria il 22 e 23 novembre su iniziativa del Parlamento croato sul tema “Quale ruolo dei Parlamenti nel futuro dell’agricoltura e dell’agroalimentare?”, a cui ha partecipato per l’Italia, in rappresentanza della maggioranza in Commissione alla Camera, il deputato Gianpaolo Cassese del M5S, relatore di uno dei Regolamenti della Politica Agricola Comune.

Due giorni di confronto serrato tra le 21 delegazioni parlamentari europee presenti, intervenute su PAC e sulle tante tematiche ad essa connesse: sostegno al reddito degli agricoltori, nuovi piani strategici nazionali, contrasto ai tagli previsti per il settore agricolo nel bilancio europeo causati dalla Brexit, impegno del mondo dell’agricoltura nella lotta ai cambiamenti climatici. Ad aprire i lavori il Commissario europeo per l’agricoltura Phil Hogan.

Cassese, già imprenditore agricolo pugliese, ha consegnato alla ricca discussione la sua esperienza: “Ho vissuto sulla mia pelle le scelte delle politiche agricole europee degli ultimi venti anni e, pur conscio dell’importanza di sostenere con ogni energia una politica agricola comune, non sempre ho percepito tali politiche come amiche o in sostegno del mio operato e questa considerazione, purtroppo, non è molto diversa da quella che hanno molti agricoltori europei”.

È quindi anche a partire da un punto di osservazione diretto di impegno sul campo, che Cassese ha messo a fuoco alcune proposte: “Da una parte dobbiamo garantire agli agricoltori una reale riduzione della burocrazia e un adeguato sostegno al reddito, dall’altra fornire al consumatore, attraverso regole comuni vincolanti, un prodotto tracciabile e sano, anche dal punto di vista dell’uso dei pesticidi. Dovremmo considerare come criterio per assegnare i pagamenti diretti, non solo la superficie dei terreni, ma anche la forza lavoro impiegata dall’azienda” ha affermato Cassese rivolgendosi alla platea.
“L’indicazione del paese di origine in etichetta per noi continua a rappresentare uno degli obiettivi fondamentali da perseguire” ha aggiunto il deputato.
“Inoltre siamo convinti che legare maggiormente un territorio ad un prodotto agroalimentare, favorisca la promozione di attività connesse come l’agriturismo o il turismo più in generale. Un obiettivo questo – ha precisato – non diverso da quello degli altri paesi dell’Unione.”

“In questa due giorni densa di stimoli e di proposte, sono emersi, seppur nelle differenze, tanti punti di condivisione ed un possibile terreno comune di impegno per il rilancio del comparto” ha commentato il deputato a conclusione dei lavori, aggiungendo che “la sfida adesso è tradurre le buone intenzioni espresse in questa sede in concreto miglioramento della qualità della vita dei nostri agricoltori.”