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«“Durme, durme”, tradotto per chi non è tarantino “dormi, dormi”. Ora si è svegliato il sindaco Ippazio Stefano, ora si è accorto che l’Ilva e l’Eni inquinano e che vanno imposti degli aut aut.” Ad esprimere un caustico commento sulle ultime prese di posizione del sindaco di Taranto è Giancarlo Cito, già parlamentare e primo cittadino del capoluogo ionico, che in una nota scrive: “Leggo oggi su un quotidiano locale dichiarazioni del primo cittadino di Taranto, che mi lasciano a dir poco perplesso. Stefano, infatti, promette tolleranza zero nei confronti della Grande Industria se questa non attuerà le bonifiche, divenendo ecocompatibile. Ma il sindaco Stefano, mi chiedo, cosa ha fatto e pensato per tutti questi anni? Ricordo a chi ha la memoria corta che sono sette anni che Stefano è alla guida della Città e prima ancora che sindaco, è stato parlamentare.
Non è la prima volta – aggiunge Giancarlo Cito – che ribadisco quali e quanti siano i poteri del sindaco, che è il capo della sanità pubblica della sua Città, pertanto avrebbe avuto tutte le possibilità negli ultimi sette anni di intervenire in modo deciso impedendo che Ilva e Eni continuassero ad inquinare, tutelando la salute della cittadinanza. Invece non lo ha fatto e i tarantini hanno continuato ad ammalarsi e a morire.

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Oggi poi – prosegue Cito – le dichiarazioni shock di Stefano che si sveglia improvvisamente ambientalista e dice: “Non possiamo aggiungere un solo nanogrammo di inquinamento a quello esistente e non possiamo tollerare di perdere un’altra sola vita umana”. Vorrei invitare Stefano a rendersi meno ridicolo. Come possono i tarantini continuare a credere alle sue parole e ai suoi proclami?

Sarebbe opportuno, conclude Giancarlo Cito – ritengo soprattutto in questo momento storico, rilasciare dichiarazioni coerenti ai comportamenti finora assunti. I tarantini, di certo, apprezzerebbero di più.

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