La Giornata Mondiale dell’Ambiente è una festività  proclamata nel 1972 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e viene celebrata ogni anno il 5 giugno. Ogni edizione ha un tema come filo conduttore che lega tutte le iniziative mondiali che si svolgono in onore dell’Ambiente. Quest’anno è dedicata all’emergenza inquinamento e in particolare alla lotta alla plastica.

UNA BALENA morta con 8 kg di plastica nello stomaco, trovata in Thailandia, è l’immagine più drammatica e recente dell’emergenza che stiamo vivendo: l’inquinamento. Non va meglio nel Mediterraneo dove, stando ai dati raccolti dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) con il progetto europeo Indicit, la metà delle tartarughe hanno la plastica in corpo. Una minaccia concreta che ha invaso ormai acque e spiagge di tutto il mondo, Fossa delle Marianne compresa, mettendo in crisi ecosistemi e modificando l’habitat di migilaia di specie animali. Il tema quest’anno è al centro della Giornata mondiale dell’ambiente, che si celebra in tutto il mondo il 5 giugno con lo slogan “Beat plastic pollution” (#BeatPlasticPollution), proprio per ricordare al mondo quali sono le priorità per difendere il Pianeta.

Non è un caso l’iniziativa inaugurata dall’Onu nel 1972 punta oggi a eliminare la plastica monouso, già nel mirino di molte iniziative in Europa e nel mondo. Il Paese protagonista sarà l’India, dove ogni anno si producono 5,6 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica. Con il motto “Se non puoi riusarla, rifiutala”, si promuoveranno proposte alternative alla plastica usa e getta, soprattutto attraverso lo sviluppo di nuovi materiali. Il programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite (Unep) ha ricordato che “ogni anno vengono riversati negli Oceani ben 8 milioni di rifiuti plastici” che mettono il mare “a dura prova”. E, ancora, “ogni minuto nel mondo vengono acquistate 1 milione di bottiglie di plastica e solo una piccolissima parte di queste viene riciclata”, è bene saperlo. L’emergenza riguarda anche il Mediterraneo, in cui si stima che galleggino almeno 250 miliardi di frammenti di plastica, e ovviamente l’Italia con i suoi 7.500 km di coste. Un’indagine di Legambiente con Goletta Verde ha evidenziato che “il 96% dei rifiuti galleggianti nei nostri mari è plastica, con una densità pari a 58 rifiuti per ogni chilometro quadrato di mare con punte di 62 nel mar Tirreno”. Così come ogni quattro passi che facciamo incontriamo un rifiuto sulla spiaggia, nella maggior parte dei casi in materiale plastico: bottigliette, vaschette per alimenti, barattoli di yogurt, piatti, posate, bicchieri. Oggetti di uso quotidiano ma senza possibilità di riciclo, o comunque non abbastanza da ridurne l’impatto ambientale.