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«”A regime, Tempa Rossa produrrà circa 50.000 barili di greggio al giorno e permetterà di aumentare di circa il 40% la produzione nazionale italiana, oltre ad assicurare un gettito fiscale per l’Italia di diverse centinaia di milioni di euro all’anno”. Questo è scritto nella brochure informativa, diffusa della azienda proponente, in merito al progetto di aumento dello stoccaggio di greggio all’interno dell’area della raffineria ENI di Taranto.» Lo ricorda il coordinatore provinciale di SEL, Maurizio Baccaro, che in un comunicato aggiunge: «Al Governo Renzi, che ha sottolineato l’importanza per il Paese del progetto “Tempa Rossa” e, come lo stesso Premier ha ribadito nella
visita qui a Taranto, la necessità che si realizzi, dico che Taranto ha invece la necessità che il Governo si interessi a lei.

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Un interesse che non sia soltanto indirizzato verso quello che questa Città può dare ma soprattutto dedicato a quanto il Governo e l’interesse nazionale, a questa Città devono.

Come abbiamo più volte ribadito – aggiunge Maurizio Baccaro, in questa area del Paese serve ridurre e non aggiungere. Non ci convincerà mai nessuno ad accettare in silenzio un nuovo insediamento che abbia una così grande importanza per l’economia del Paese intero senza che vi sia una riduzione dell’attuale complesso emissivo della raffineria.

Se si vuole parlare di interventi che aumentino produzione energetica o l’approvvigionamento di idrocarburi poiché c’è un interesse strategico nazionale si deve contestualmente parlare di abbattere le emissioni esistenti.

Non sono le garanzie comunicate dell’azienda gli atti che vogliamo – prosegue Maurizio Baccaro – bensì l’intervento del Governo al quale chiediamo preliminarmente:

che il Ministero riapra la procedura AIA, con la quale il 27\10\2011 ha rilasciato l’Autorizzazione, fare la Valutazione del Danno Sanitario, così come previsto dalla Legge Regionale n. 21 del 24\07\2012, sopraggiunta in seguito della ulteriore conoscenza scientifica del quadro sanitario tarantino;

che le emissioni complessive della Raffineria di Taranto vengano drasticamente abbattute, per esempio utilizzando diverse fonti combustibili, senza però aumentare la produzione di energia, fino a rendere vani i vantaggi in termini di minori emissioni, come invece pareva intenzionata a fare la stessa ENI.

Questa è la fase nuova che si deve aprire in Italia a cominciare da Taranto, una fase che preveda il rispetto dei territori e del dialogo con i cittadini che non hanno bisogno di chi decida per loro ma di chi decida con loro.

Se questo non accadrà – conclude il coordinatore provinciale di SEL, Maurizio Baccaro, non si può pretendere da una Città come Taranto, fino ad oggi così ampiamente generosa verso l’interesse nazionale, di accettare in silenzio l’ennesimo atto di imposizione per il bene del Paese. I Tarantini lo hanno dimostrato di non essere affetti da convulse forme di leghismo, adesso tocca al Governo dimostrare il riconoscimento che deve a questa Città

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