Il 30 settembre è il termine ultimo per indicare i rappresentanti della filiera del grano duro in seno alla CUN, la Commissione Unica Nazionale. Sia i produttori agricoli sia i trasformatori, pertanto, a causa delle restrizioni per fronteggiare il Covid-19 hanno avuto un periodo ampio per decidere i propri delegati.

Cos’è la Commissione Unica Nazionale

CUN è l’acronimo di Commissione Unica Nazionale che, sostituendo le commissioni prezzi presso le varie Camere di Commercio, dovrebbe stabilire i prezzi di riferimento per le filiere agroalimentari.

Il principio su cui si basa l’istituzione delle CUN è quello di garantire la trasparenza nelle relazioni contrattuali tra gli operatori di mercato e nella formazione dei prezzi.

La CUN grano duro nasce da una norma più generale che dipingeva il quadro per introdurre le Commissioni Uniche Nazionali, la Legge 2 luglio 2015, n. 91 pubblicata sulla GU n. 152 del 3 luglio 2015 ed in vigore dal 4 luglio 2015, ed il successivo Decreto 31 marzo 2017 , n. 72: Regolamento recante disposizioni concernenti l’istituzione e le sedi delle Commissioni Uniche Nazionali (C.U.N.) per le filiere maggiormente rappresentative del sistema agricolo-alimentare, in attuazione dell’articolo 6 -bis , comma 1, del decreto-legge 5 maggio 2015, n. 51 convertito, con modificazioni, dalla legge 2 luglio 2015, n. 91.

Nell’introduzione alla proposta di legge presentata alla Camera dei deputati il 19 novembre 2014 d’iniziativa degli Onorevoli L’Abbate, Benedetti, Massimiliano Bernini, Gagnarli, Gallinella, Lupo, Parentela si precisava “l’istituzione «borsa merci» … deve limitarsi a rilevare i prezzi, deve cioè prendere atto di quella che è stata una sorta di contrattazione interprofessionale settimanale, nella quale i prezzi non sono imposti dall’alto ma sono il risultato dell’effettivo accordo degli operatori di mercato, sulla base di prove documentali, di contratti depositati e di fatture di vendita. Quindi deve, per legge, registrare il prezzo storico della settimana. La prassi, di fatto, è diventata quella di fissare i prezzi per la settimana successiva”.

Stanziamento di 30 milioni di euro

La CUN, frutto di una mia riforma normativa – dichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbateprevede un accordo tra parte acquirente e parte venditrice per la formazione di un prezzo di riferimento valido a livello nazionale che superi l’attuale sistema delle borse merci di quotazione.

Nel mentre sosteniamo lo strumento dei contratti di filiera attraverso uno stanziamento di 30 milioni di euro e uno snellimento delle procedure antimafia con una sburocratizzazione che permetterà di ricevere in tempi molto più rapidi i contributi ad ettaro, dobbiamo far sì che anche chi sia fuori da questo patto tra produttori e trasformatori possa meglio fronteggiare le oscillazioni di mercato, verificatesi anche nelle ultime settimane.

Per questo – prosegue Giuseppe L’Abbate – è importante l’avvio della CUN che possa raggiungere l’obiettivo di avere un prezzo indicativo più trasparente per chi produce fuori dai contratti di filiera, dando le stesse informazioni agli agricoltori e all’industria agroalimentare così da non soccombere alle logiche del più forte ma di lasciare al libero mercato di imporsi, guardando con attenzione alla qualità delle materie prime oggetto di trattativa.

L’auspicio è che si possa presto addivenire alla lista dei rappresentanti – conclude il Sottosegretario L’Abbate – così da dare effettivo e concreto avvio ai lavori della Commissione Unica Nazionale, attesa da tutta la filiera da tanto tempo, possibilmente per l’inizio dell’autunno”.