Grottaglie, Piazza Principe di Piemonte

Qualche giorno fa, i due totem con defibrillatore donati dall’associazione Medici per San Ciro e dalla BCC di San Marzano di San Giuseppe alla Città di Grottaglie, sono stati tolti da piazza Principe di Piemonte e da piazza Regina Margherita per essere portati in manutenzione.

Ciò che ha colpito – rileva un comunicato della stessa associazione Medici per San Ciro – è stata la solerzia dei cittadini grottagliesi che hanno subito contattato siti internet locali e forze dell’ordine preoccupati per la loro assenza. Tale atteggiamento di tutela ed interesse nei confronti dei due defibrillatori pubblici, sono il sintomo di un senso civico sensibilizzato alla tutela della salute pubblica.
Il radicamento nella coscienza comune del lavoro che Medici per San Ciro sta svolgendo da anni in tal senso, raggiunge con questa attenzione da parte della cittadinanza il suo obiettivo.”

«Il nostro impegno di salvaguardia della salute – ha detto il presidente della Onlus dott. Salvatore Lenti – continua anche nelle problematiche tecniche riguardanti i presidi sanitari. Prevedendo una estate calda abbiamo deciso di smontare le teche dei totem e di posizionare delle ventole interne per permettere di resistere a oltre 40 gradi. Le teche contenenti i defibrillatori hanno un termostato che va da – 4 a 40 gradi e per evitare di superare tali limiti verranno messe delle ventole che riscalderanno o raffredderanno la teca stessa a secondo delle temperature. Le batterie dei defibrillatori, invece, durano 5 anni e non hanno bisogno di manutenzione. Le prossime teche che installeremo saranno già predisposte così dall’inizio: sono un nuovo modello uscite un mese fa. Contiamo di far ritornare al loro posto i totem entro 7-10 giorni. Nell’attesa è stato avvisato il 118 di Taranto e le forze dell’ordine che hanno in uso nelle loro vetture i 3 defibrillatori donati 2 anni fa ed ogni agente è formato all’utilizzo. La nostra è solo un’opera di prevenzione degli apparecchi che devono essere sempre disponibili all’eventuale utilizzo anche in condizioni estreme dal punto di vista climatico. Voglio ringraziare – ha aggiunto il dott. Lenti – a nome mio e di Medici per San Ciro, i 300 cittadini “angeli del soccorso” che hanno fatto e superato il corso i primi di giugno: il loro gradimento è stato eccezionale e ci da la forza per continuare a formare tanta gente e a donare come promesso altri defibrillatori».

Solo due settimane fa, infatti, 300 cittadini grottagliesi sono stati formati al primo soccorso e al BLS-D (utilizzo dei defibrillatori), grazie all’impegno dell’associazione Medici per San Ciro Onlus, in collaborazione con il comune di Grottaglie e gli operatori del 118 di Arezzo. Guidati dal loro direttore Massimo Mandò, in tre giorni Andrea Gambini, Lorella Botarelli, Antonio Coprano, Riccardo Rosi e Fabiola Chiodi – infermieri e volontari del 118 di Arezzo – hanno spiegato ai 300 “laici” come intervenire tempestivamente in caso di arresto cardiaco. Poche mosse che possono salvare una vita.

Durante il corso una mamma ha raccontato la sua toccante esperienza. La donna si è trovata ad effettuare il massaggio cardiaco al figlio, salvandogli la vita. «E’ stato come farlo nascere una seconda volta» ha detto con le lacrime agli occhi nel ricordare quei momenti. Pochi istanti in cui la mamma ha freddamente effettuato il massaggio cardiaco al giovanissimo figlio, mentre accanto a lei la figlia comunicava con il 118 che, arrivato tempestivamente sul posto, ha defibrillato il ragazzo riportandolo in vita senza conseguenze.
Saper effettuare un massaggio cardiaco e imparare ad utilizzare un defibrillatore semiautomatico non è complicato e non porta via molto tempo, ma può salvare una vita. È per questo che Medici per San Ciro continuerà ad operare per diffondere questo tipo di formazione fra la cittadinanza e per posizionare più defibrillatori possibile nella città.

In questi giorni, la Regione Puglia, sta consegnando 197 defibrillatori ad altrettanti comuni pugliesi, affinché vengano affidati alle società sportive locali. Per l’utilizzo di tali defibrillatori, la Regione provvederà a formare 500 persone.