La Giunta Comunale della Città di Grottaglie ha approvato la perizia di variante del progetto di piazza verdi per un importo complessivo di 25.212,65 che trova copertura all’interno delle somme a disposizione dell’ente già previste nel quadro economico.

“Questo sblocca tutte le problematiche tecnico amministrative legate ad imprevisti insorti durante l’esecuzione dei lavori come quelli riguardanti la vetustà e la cattiva realizzazione di impianti idrici ed elettrici.
Sono inoltre stati superati ostacoli legati ad interventi fondamentali di ditte esterne come l’installazione della colonnina di ricarica di veicoli elettrici, ed anche dovuti ad errate segnalazioni di ritrovamenti di dubbi reperti archeologici prontamente smentite dalla soprintendenza.”

Dichiara Giovanni Blasi, assessore al ramo.

Pavimento che cattura e riduce gli inquinanti atmosferici

“Sono con la perizia state formalmente adottate le offerte migliorative presentate dalla ditta Esecutrice dei lavori in sede di gara, tra queste, la posa in opera di pavimentazione fotocatalitica e drenante che grazie alle sue caratteristiche cattura e riduce i principali inquinanti atmosferici e accrescerà il comfort climatico di tutta la piazza. Le opere in più riguarderanno la realizzazione di elementi già in progetto ma la cui realizzazione era prevista in fase successiva data la ristrettezza delle economie.”

Aggiunge Blasi.

Sarà realizzata una nuova Fontana

“Sarà realizzata la nuova Fontana che riporterà tra i suoi elementi parte delle maioliche recuperate, sarà incrementato il numero delle sedute e in questa fase sono state ridefinite le specie arboree di nuova piantumazione per tipologia, numero e posizione.”

Un grande albero di Carrubo al centro

“Al centro della piazza sarà collocato un grande Carrubo per generare un comfort ad uno spazio ad ora totalmente assolate e quindi durante le ore diurne non frequentabile.

La ditta ha firmato i documenti della ripresa totale dei lavori e da questo momento ha 50 gg. di tempo per la l’ultimazione delle opere residue previste nel progetto e di quelle aggiunte nella variante, pertanto la data fissata per la fine lavori è l’otto di settembre”.

Aggiunge Blasi.

“Un grande sforzo di tutti: amministrazione, impresa e progettista, per riconsegnare alla città questo importante spazio, ricordando che si sta operando su una superficie di circa 8.000 metri quadri con un importo lavori complessivo di circa 140.000 euro.”

L’albero di Carrubo

Il carrubo è un albero poco contorto, sempreverde, robusto, a chioma espansa, ramificato in alto. Può raggiungere un’altezza di 9-10 m.

Ha una crescita molto lenta, anche se è molto longevo e può diventare pluricentenario. Il fusto è vigoroso, con corteccia grigiastra-marrone, poco fessurata. Ha foglie composte, paripennate, con 2-5 paia di foglioline robuste, coriacee, ellittiche-obovate di colore verde scuro lucente superiormente, più chiare inferiormente, con margini interi.

La pianta è dioica. I fiori sono molto piccoli, unisessuali, verdastri tendenti al rossiccio; si formano su corti racemi lineari all’ascella delle foglie. I fiori maschili hanno 5 stami liberi; quelli femminili uno stilo corto.

La fioritura avviene in agosto-settembre e la maturazione si completa tra agosto e ottobre dell’anno successivo alla fioritura che ha dato loro origine.

I frutti, chiamati popolarmente carrube o vajane, sono dei lomenti: grandi baccelli indeiscenti lunghi 10–20 cm, spessi e cuoiosi, dapprima di colore verde pallido, in seguito quando sono maturati, nel periodo compreso tra agosto e ottobre, marrone scuro. Presentano una superficie esterna molto dura, con polpa carnosa, pastosa e zuccherina che indurisce col disseccamento. I frutti permangono per parecchio tempo sull’albero e hanno maturazione molto scalare per cui possono essere presenti, allo stesso tempo, frutti secchi di colore marrone, e frutti immaturi di colore più chiaro. A causa dell’elevato contenuto in tannino, la polpa dei frutti può avere effetto irritante, se assunta in grande quantità.

I frutti contengono semi scuri, tondeggiati e appiattiti, assai duri, molto omogenei in peso, detti “carati” poiché venivano utilizzati in passato come misura dell’oro.