Il 1° aprile il Laboratorio Urbano di Grottaglie è stato restituito alla comunità ed ha iniziato ad offrire, con il patrocinio del Comune di Grottaglie (TA), una serie di servizi ed attività formative, creative, ludiche, opportunità di dialogo, confronto e aggregazione sociale e intergenerazionale, coordinate dal soggetto gestore, Associazione Isola dei Sogni.

Dopo il grande successo della giornata d’inaugurazione, nella sede in Via Mastropaolo #123 a Grottaglie (TA) parte il ciclo “A qualcuno piace corto”, proiezioni di cortometraggi e dibattito con registi ed interpreti, a cura dell’Associazione Culturale Hermes Academy Onlus ed il supporto degli operatori del Centro di Ascolto LGBT coordinato da Arcigay Taranto.

A partire dalle ore 19.00, presso la sala conferenze al piano terra, verrà proposto “Anomia”, opera prima del giovane filmaker romano Federico Paolini,  interpretato da Francesco Giansanti e Luigi Pignatelli, prodotto da CGS – CineCircoli Giovanili Socio Culturali e girato a Roma con il patrocinio di Roma Capitale.

Seguirà un dibattito, in cui si parlerà dell’incomunicabilità figlia dei social network, che nella rete virtuale imprigionano anime vaganti, annichilendo i sensi.

La partecipazione è libera e gratuita.

Ecco, in breve, la trama del corto: Marco, giovane ventenne, studente di archeologia, conduce una vita tranquilla, dividendosi tra amici, sport e università. Un giorno, con lo scopo di trovare un lavoro su internet, si imbatte nel social network Facebook e si trova catapultato, improvvisamente, in un mondo che non gli appartiene, in cui tutto gli appare troppo diverso dalla sua realtà di vita.

“Il termine anomia, – spiega l’attore Luigi Pignatelli – dal greco a (senza) e nomos (norma) significa letteralmente assenza o mancanza di norme. Come è noto, le norme sono necessarie e funzionali alla regolazione del comportamento sociale di individui o collettività (gruppi, organizzazioni, istituzioni). Per il sociologo francese Émile Durkheim, l’anomia è uno stato di dissonanza cognitiva tra le aspettative normative e la realtà vissuta. Lo stato di anomia definirebbe, in sostanza, una caratteristica del sistema culturale di riferimento (norme, valori e tradizioni), in cui l’individuo si trova inserito e non la reazione a questo, quasi che l’anomia rappresentasse in Durkheim l’antitesi della solidarietà sociale: da una parte la rappresentazione di un gruppo, dall’altra, con lo stato di anomia, il suo disintegrarsi. Ed è proprio alle teorie di Durkheim che si ispira il corto, una vera e propria denuncia dell’incomunicabilità figlia dei social network, che nella rete virtuale imprigionano anime vaganti, annichilendo i sensi. Io interpreto Daniele, colui che stravolge la vita di Marco, novello Dante che si ritrova a percorrere un viaggio tra i gironi dell’Inferno del terzo millennio, la nostra stessa Terra, vittima e carnefice di una realtà che ci imprigiona, ci governa, ci omologa. Io sono per Marco un Virgilio lucido e asettico, lo conduco in un mondo di automi, in cui il virtuale diventa virtù e l’oralità diviene proibizione. Ma, nell’assenza di norme, il terremoto dei tasti, lento, inesorabile, produce calamità, il mouse impazzito balbetta frasi di dubbio senso e il display segnala ripetutamente errore.” Nel cast artistico anche Martina Manca, Matteo Muzi, Giacomo Volpe.

La struttura in Via Mastropaolo è aperta 7 giorni su 7. L’intera cittadinanza è invitata a proporre idee e progetti, per garantire l’operatività del laboratorio che appartiene alla città di Grottaglie e ai suoi abitanti.