“Nelle ultime settimane anche a Grottaglie, come già avvenuto in precedenza in altri comuni pugliesi, alcuni cittadini stanno ricevendo delle richieste economiche legate al diritto di enfiteusi sui terreni agricoli, con la pretesa del pagamento di canoni stabiliti da antichi contratti di cui spesso si sono perdute anche le tracce. Vorrei tranquillizzare i miei concittadini e i cittadini di altre realtà che vivono questo problema da tempo, perché la questione sarà presto affrontata a livello legislativo per trovare una soluzione.”

È quanto dichiara il deputato Gianpaolo Cassese (M5S) in merito al diritto enfiteutico, che fonda le sue radici nel medioevo, usato soprattutto nell’800 e tornato alla ribalta negli ultimi anni seminando il caos tra tanti agricoltori costretti a fronteggiare le pretese economiche degli eredi dei vecchi concedenti dei terreni.

“I miei colleghi del M5S Giovanni Luca Aresta e il sottosegretario Giuseppe L’Abbate, attraverso un lavoro sviluppato unitamente alla Cattedra di Diritto Agrario dell’Università di Bari nonché con il supporto di alcuni magistrati esperti della materia, sono intervenuti con urgenza per disciplinare al meglio e senza discriminazioni particolari il sistema dell’enfiteusi, rivedendone i calcoli per il pagamento del relativo canone sull’utilizzo dell’altrui proprietà. La proposta di legge di modifica dell’istituto dell’enfiteusi, che presto verrà presentata in Parlamento – spiega il deputato – si fonda sulla constatazione del fatto che i terreni su cui si chiedono i canoni abbiano subito enormi trasformazioni grazie al lavoro e alla dedizione dei contadini e dei piccoli proprietari. Il ‘valore di affranco’ richiesto da alcuni concedenti risulta sicuramente superiore al valore di mercato della proprietà del fondo, con ciò contraddicendo le finalità e la natura giuridica dell’istituto dell’enfiteusi”.

“In alcuni casi è lo stesso ente comunale ad essere concedente dei predetti beni e si trova in grave difficoltà a stabilire il prezzo di affranco, poiché deve contemperare due necessità: quella dell’enfiteuta di ottenere un prezzo basso, e di evitare un intervento della Corte dei Conti. A sua volta – aggiunge Cassese – la Corte Costituzionale, proprio per queste motivazioni, è spesso intervenuta dichiarando parzialmente incostituzionali alcune leggi che disciplinano tale materia”.

“Finalmente avremo una norma nazionale che consentirà di porre fine al protrarsi di una situazione anacronistica e paradossale che sta preoccupando non poco tanti cittadini del nostro territorio” conclude il parlamentare.