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Gli spettatori grottagliesi di Sky TV, nel guardare lo spot che annuncia la terza stagione di “Antonino Chef Academy”, potranno notare un volto conosciuto.

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Si tratta di Francesco Petrosino, che interpreta un paziente che viene visitato da un ipotetico Cannavacciuolo nello spot in cui lo chef stellato racconta che nella sua vita avrebbe potuto fare il pescatore, il medico o l’architetto.

Una parte piccola, di pochi secondi, ma che comunque mette in evidenza la capacità espressiva di Francesco, tanto che lui stesso ci racconta – in una chiacchierata telefonica – che hanno dovuto girare la scena più volte a causa delle reazione dello chef all’occhiataccia del paziente che reagisce perplesso alla richiesta di “dica tarte tatin”, ovvero il nome di un tipico dolce della pasticceria francese, al posto del canonico trentatre.

Non è questo l’unico ricordo dello spot girato a giugno ma online in questi giorni, Francesco racconta di un gustoso catering – curato dallo stesso Cannavacciuolo – ben al di sopra dello standard di quello offerto delle normali produzioni televisive o cinematografiche. Una valutazione fatta con cognizione di causa, visto che Francesco, oltre che attore, ha un passato nel campo della gastronomia e del beverage, avendo tra l’altro gestito per diversi anni un bar nel cuore del centro storico di Grottaglie.

Una esperienza innovativa

Il “Nomine Rosae”, caffè letterario nella piazzetta tra la scalinata di via Forleo e la chiesa matrice è stata una delle tante parentesi di vita di Francesco ma anche una vera e propria ventata di innovazione di Grottaglie.

Un luogo dove si potesse leggere un libro e non il solito quotidiano, un vero e proprio centro di aggregazione sociale e palcoscenico per happening, concerti e incontri culturali. Una esperienza che caratterizzò quella che fu la rinascita di una piazza sino ad allora quasi dimenticata.

Le tante vite di Petros

Francesco non si sente grottagliese, non solo almeno. E’ lui stesso a definirsi “col cervello milanese, col cuore romano e con lo stomaco grottagliese”, come a dire che della terra natia non disdegna le prelibatezze culinarie ma che sono anche altri i luoghi che hanno caratterizzato la sua vita.

Ci racconta che da Grottaglie manca ormai da tre anni, non avendo più gli affetti familiari che periodicamente lo riportavano in Puglia, ma che grazie ai social mantiene comunque i contatti con le amicizie ed è costantemente aggiornato su quello che succede nella città delle ceramiche.

Non esclude un giorno di poter tornare anche se – ci racconta – lavorando nel mondo dello spettacolo sarebbe troppo scomodo essere lontano dai centri di produzione televisiva e cinematografica. In realtà, ascoltando i suoi racconti, sorge la convinzione che Francesco sarebbe capace di trovarsi a suo agio ovunque, le sue qualità artistiche ed umane gli hanno permesso di spaziare in attività diversissime tra loro, ad ulteriore conferma della sua poliedrica versatilità.

Ricorda il suo passato di ballerino con una punta di ironico rammarico, sottolinea che è stato scelto per lo spot perché cercavano un quarantenne senza tatuaggi – “merce” abbastanza rara a Milano, ricorda la sua esperienza artistica e umana con Marina Occhiena e la spontanea scelta di piazzare degli accoglienti divani nella piazza della Maddalena a Grottaglie. E’ la stessa persona ma sembra raccontare tante vite diverse.

Una città con tante potenzialità inespresse

Francesco parla di Grottaglie e si coglie un vibrato particolare, una sorta di dispiacere per qualcosa che è stato, che poteva essere e che chissà se sarà ancora.

Ricordiamo i fermenti culturali di qualche decennio fa e notiamo che mentre la Città delle Ceramiche sembra aver perso un po’ di smalto, altri luoghi del circondario hanno valorizzato storia e territorio, riuscendo a darsi una impronta originale e caratteristica.

Certo, Grottaglie non è Milano e non è Roma verrebbe da commentare, eppure potrebbe continuare a fare tesoro delle esperienze di chi vive e lavora altrove per scrollarsi da dosso quella sorta di apatia che sembra soffocarla da troppo tempo.

La chiacchierata procede piacevole e veloce nonostante qualche disservizio telefonico ed arriva il momento di salutarci, non sappiamo se un giorno Francesco tornerà a Grottaglie ma siamo certi che – se succederà – ce ne accorgeremmo senz’altro.

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