La rivolta contro il Decreto Salvini, passa anche dal Comune di Grottaglie. È stato approvato, durante il consiglio comunale e all’unanimità, l’ordine del giorno, presentato dal capogruppo di Sud in Movimento Andrea Cometa, attraverso il quale i consiglieri di maggioranza e di minoranza chiedono al governo la sospensione del decreto.

“Il decreto legge prevede la cancellazione del modello SPRAR, il sistema di accoglienza diffuso sul territorio, riconosciuto a livello europeo come l’eccellenza italiana. Lo Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) è gestito attraverso gli enti locali con l’importante supporto del terzo settore, offrendo servizi per l’accoglienza e l’integrazione dei soggetti beneficiari.

Si tratta di strutture che ospitano un numero di posti limitato in modo tale da garantire un servizio qualitativamente elevato e mirato. L’Anci ha calcolato che i costi amministrativi delle nuove disposizioni per l’assistenza ai soggetti vulnerabili si aggirano sui 280 milioni di euro, oggi a carico del sistema nazionale e che andranno invece a gravare sui Comuni e dunque sui servizi sociali e sanitari territoriali. 

C’è il grave rischio che le città e i territori siano vittime, oltre che teatro di una politica scellerata che punta ad istituzionalizzare il clima di odio diffuso dall’attuale governo. Politiche che trasformano i richiedenti asilo regolari in irregolari, provocando danni economici oltre che sociali”, cosi Andrea Cometa consigliere comunale a Grottaglie, capogruppo di Sud In Movimento, il principale gruppo consiliare a sostegno della maggioranza del Sindaco Ciro D’Alò.

“Sorprende ancora una volta il silenzio del M5S rispetto ad una questione che interessa particolarmente il SUD Italia ma anche la nostra città, caratterizzata anch’essa da una realtà SPRAR efficiente e che impiega quasi 20 persone nel contesto lavorativo tra medici- mediatori culturali- psicologi e tante altre professionalità”, aggiunge Cometa.

Cos’è lo SPRAR

ll Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) è costituito dalla rete degli enti locali che per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo.

A livello territoriale gli enti locali, con il prezioso supporto delle realtà del terzo settore, garantiscono interventi di “accoglienza integrata” che superano la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.

Caratteristiche principali

Le caratteristiche principali del Sistema di protezione sono:
• il carattere pubblico delle risorse messe a disposizione e degli enti politicamente responsabili dell’accoglienza, Ministero dell’Interno ed enti locali, secondo una logica di governance multilivello;
• la volontarietà degli enti locali nella partecipazione alla rete dei progetti di accoglienza;
• il decentramento degli interventi di “accoglienza integrata”;
• le sinergie avviate sul territorio con i cosiddetti “enti gestori”, soggetti del terzo settore che contribuiscono in maniera essenziale alla realizzazione degli interventi;
• la promozione e lo sviluppo di reti locali, con il coinvolgimento di tutti gli attori e gli interlocutori privilegiati per la riuscita delle misure di accoglienza, protezione, integrazione in favore di richiedenti e titolari di protezione internazionale.

Progetti territoriali

I progetti territoriali dello SPRAR sono caratterizzati da un protagonismo attivo, condiviso da grandi città e da piccoli centri, da aree metropolitane e da cittadine di provincia.

A differenza del panorama europeo, in Italia la realizzazione di progetti SPRAR di dimensioni medio-piccole – ideati e attuati a livello locale, con la diretta partecipazione degli attori presenti sul territorio – contribuisce a costruire e a rafforzare una cultura dell’accoglienza presso le comunità cittadine e favorisce la continuità dei percorsi di inserimento socio-economico dei beneficiari.

Protezione Internazionale

Il Richiedente protezione internazionale è la persona che, fuori dal proprio Paese d’origine, presenta in un altro Stato domanda per il riconoscimento della protezione internazionale. Il richiedente rimane tale, finché le autorità competenti (in Italia le Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale) non decidono in merito alla stessa domanda di protezione.

Protezione Sussidiaria

La protezione sussidiaria è un’ulteriore forma di protezione internazionale. Chi ne è titolare – pur non possedendo i requisiti per il riconoscimento dello status di rifugiato – viene protetto in quanto, se ritornasse nel Paese di origine, andrebbe incontro al rischio di subire un danno grave.Questa definizione viene enunciata dall’art. 2, lett. g) del Decreto legislativo n. 251/2007.

Protezione Umanitaria

Nel caso in cui la Commissione territoriale, pur non accogliendo la domanda di protezione internazionale, ritenga possano sussistere gravi motivi di carattere umanitario, provvede alla trasmissione degli atti della richiesta di protezione al questore competente per un eventuale rilascio di un permesso di soggiorno per protezione umanitaria (art. 5, comma 6 del decreto legislativo n. 286/1998).

Rifugiati

Il rifugiato è titolare di protezione internazionale. Si tratta di persona che “(…) temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese d’origine di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese(…)”.Questa definizione viene enunciata dall’art. 1A della Convenzione di Ginevra del 1951, recepita nell’ordinamento italiano dalla legge n.722 del 1954.