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Le tante mogli di Federico II di Svevia, da Costanza d’Aragona a Isabella d’Inghilterra, la madre Costanza d’Altavilla e poi le sue amanti.

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Sono queste le donne di Federico, re di Sicilia, re di Gerusalemme, imperatore dei Romani, re d’Italia e re di Germania che trovano spazio nella rappresentazione artistica del ceramista e scultore Domenico Pinto e narrano il mito e la leggenda del poliedrico imperatore. Le donne di Federico è il tema dell’originale mostra allestita nella grotta ipogea scavata a mano del 1200, in va Crispi 99 nel cuore dell’antico quartiere delle ceramiche di Grottaglie (Taranto), oggi vero e proprio crogiuolo artistico del maestro ceramista Domenico Pinto. Ben 22 statue in ceramica che rappresentano non solo il mondo femminile del grande imperatore ma anche figure maschili, vestite di regale autorità e a cavallo. Personaggi che hanno partecipato agli intrighi di corte come Pier delle Vigne, Manfredi, Tommaso da Oria e poi naturalmente lo stesso Federico II Di Svevia.

Figure lunghe e nobili appaiono come un’idea arcaica quasi fossero divinità nell’orgoglio storico di un popolo. I visi affusolati, fissi solenni, gli abiti dorati e impreziositi da colori ricchi, dame eleganti e cavalieri autorevoli nascondono le trame narrative della storia di Federico II ed evocano i fasti e i luoghi della corte sveva. Le opere sono tutte realizzate in terracotta ingobbiata e invetriata con lustri e oro zecchino (72×50) visitabili nella nicchia rurale ai piedi delle mura del Castello Episcopio di Grottaglie. Domenico Pinto con pazienza è riuscito a trasformare una probabile via di fuga ai tempi della guerra in un sala espositiva di via Crispi, discesa storica che racchiude le tante botteghe della ceramica grottagliese.

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Le donne di Federico vuole rappresentare la cultura, la storia, l’architettura della Puglia permeate da quel fascino misterioso che da sempre alimenta nell’uomo del Sud la figura di Federico II di Svevia. Pinto ci offre così forme e immagini che appagano non solo il nostro bisogno di bellezza ma anche la necessità, di sentirci raccontare delle storie. Particolarmente sensibile ai problemi della ceramica e della cultura grottagliese tradizionale, Domenico Pinto compie enormi sforzi per il rinnovo e la rivisitazione delle forme e dei decori popolari, attingendo non solo alle sue tecniche, ai suoi valori e alla sua simbologia, sintetizzando e armonizzando la tradizione locale con la ricerca e l’innovazione.

Per informazioni 099/5628440, 348/5492334; domenicopinto45@libero.it; www.ceramichepinto.it

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