Conte a Taranto
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, agli stabilimenti ex Ilva di Taranto. (Governo.it licenza CC-BY-NC-SA 3.0 I)
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Via libera all’accordo di investimento tra Arcelor Mittal Holding Srl, Arcelor Mittal Sa e Invitalia per una nuova fase di sviluppo ecosostenibile dell’Ilva di Taranto.

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L’intesa è stata firmata il 10 dicembre dall’amministratore delegato di Invitalia e da Arcelor Mittal.

In particolare, l’accordo prevede un aumento di capitale di AmInvest Co. Italy Spa (la società in cui Arcelor Mittal ha già investito 1,8 miliardi di euro e che è affittuaria dei rami di azienda di Ilva in Amministrazione Straordinaria) per 400 milioni di Euro, che darà a Invitalia il 50% dei diritti di voto della società.

A maggio del 2022 è programmato, poi, un secondo aumento di capitale, che sarà sottoscritto fino a 680 milioni da parte di Invitalia e fino a 70 milioni di parte di Arcelor Mittal.

Al termine dell’operazione Invitalia sarà l’azionista di maggioranza con il 60% del capitale della società, avendo Arcelor Mittal il 40%.

L’accordo contiene, poi, un articolato piano di investimenti ambientali e industriali.

Sarà tra l’altro avviato il processo di decarbonizzazione dello stabilimento, con l’attivazione di un forno elettrico capace di produrre fino a 2,5 milioni di tonnellate l’anno.

L’obiettivo del piano di investimenti nel Mezzogiorno d’Italia è di trasformare l’ex Ilva di Taranto nel più grande impianto di produzione di acciaio “green” in Europa.

L’accordo prevede, infine, il completo assorbimento, nell’arco del piano, dei 10.700 lavoratori impegnati nello stabilimento.

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