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E’ un caso, ma sembra davvero una beffa. Nel giorno dello sciopero proclamato per protestare contro l’ennesima vittima sul posto di lavoro arriva l’annuncio che in tanti aspettavano: il commissario Piero Gnudi ha concluso l’accordo con le banche per il cosiddetto “prestito ponte” ed all’ILVA dovrebbero arrivare circa 250 milioni di euro, di cui la metà entro il 12 settembre,. In tempo (o quasi) per pagare gli stipendi di agosto ed il premio di risultato.

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. La rata successiva, di importo analogo, dovrebbe arrivare a breve scadenza secondo quanto riferiscono fonti vicine all’azienda. Grazie ad un arco temporale contenuto tra erogazione della prima tranche e versamento della seconda, i vertici dell’Ilva hanno deciso che il 12 settembre ai dipendenti dell’azienda sarà corrisposta anche la rata trimestrale in scadenza del premio di risultato oltre allo stipendio di agosto.

Si spera anche che le risorse disponibili vengano utilizzate per saldare – almeno in parte – la mole di pagamenti scaduti che ILVA dovrebbe corrispondere ad appaltatori e ditte esterne, che oramai da mesi attendono quanto loro dovuto e vedono ogni giorno che passa messa a rischio la loro stessa sopravvivenza, tanto che agli inizi di agosto la stessa Confindustria scese in piazza a protestare.

Intanto, dopo la schiarita sulle risorse economiche, si continua a discutere sul possibile cambio di proprietà. Oltre alla già nota dichiarazione di interesse da parte di Arcelor Mittal, pare che anche il gruppo indiano Jindal abbia chiesto di “vedere le carte” per valutare eventuali acquisizioni. In campo ci sarebbe anche un terzo acquirente, ma sul nome c’è ancora il massimo riserbo. Quale che sia la nuova proprietà ILVA, tra gli obblighi da rispettare ci saranno il risanamento ambientale e la tutela dei livelli occupazionali.

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