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«Ieri mattina i lavoratori del reparto magazzino dell’ILVA hanno aderito ad uno sciopero indetto da USB e FIOM CGIL.» Lo rende noto un comunicato della USB di Taranto.

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«La protesta – si legge nel comunicato sindacale – è legata alla decisione frettolosa, assunta dall’azienda, in maniera unilaterale, di aumentare i numeri del personale in contratti di solidarietà (cds), trascurando anche gli aspetti più importanti di sicurezza.
CDS a prescindere, tenendo addirittura chiusi il venerdì, quasi tutti i magazzini di zona legati alla produzione e non rispettando, tra l’altro, gli accordi verbali di febbraio scorso sulle micro aree. Accordi che sono in scadenza il 2 marzo 2017 e che riguardano ben 3095 unità.

L’ILVA – prosegue il comunicato sindacale della USB di Taranto – ha chiesto nuovamente gli ammortizzatori sociali indicando la cigs come unica soluzione x i 4984 dipendenti di Taranto e 80 del gruppo di Marghera. Una richiesta respinta in toto da USB e dalle altre sigle sindacali.

“No che ripeteremo il 27 febbraio prossimo al nuovo incontro che si terrà al Ministero – afferma Luciano Falvo, RSU USB -. Non bisogna creare esuberi al nuovo acquirente servendogli su un piatto d argento eventuali licenziamenti. L’USB insiste sulla cds in deroga al job act e soprattutto ribadisce che la svendita o il regalo ad un privato non è la soluzione giusta per i dipendenti e per un territorio già troppo martoriato. L’unica soluzione per affrontare seriamente e serenamente il futuro è la Nazionalizzazione”.

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