Archeologia tra grecità e latinità con Ovidio al Museo Nazionale di Taranto diretto da Eva Degl’Innocenti.

Abitare l’esilio è lasciare ROMA, è attraversare la coscienza dolorosa dei TRISTIA.
Ovidio soffre, si racconta e si rivela come uomo e politico… il suo percorso esistenziale e filosofico si fa intricato.
Ora è solo… usa le Epistulae…chiede ‘ex Ponto’ di tornare…
ROMA è lontana.
Augusto non lo ascolta.
L’esilio è tutto da VIVERE.
OVIDIO da scoprire. ..
Un Ovidio che è stato attraversato da diverse fasi: dalle origini fino alla morte avvenuta a Tomi (Romania)“. Una sottolineatura di Marilena Cavallo al termine della serata tratta dalle conclusioni di Pierfranco Bruni.

A relazionare è stato Pierfranco Bruni, esperto ormai consapevole del suo percorso tra il recupero della classicità all’interno della tradizione moderna. Bruni ha tracciato un profilo forte di un Ovidio che ha saputo vivere gli ultimi anni dell’esilio grazie ad un’interpretazione sia storica che filosofica del tempo nel quale si è trovato a contestualizzare. Una Conferenza in mostra e in Video.

Ovidio ha rappresentato nella cultura della classicità lo spartiacque tra il modello greco-latino e il modello greco-mediterraneo-egiziano. E’ questo che Bruni ha messo in evidenza. In modo bello e provocatorio ha sostenuto che è il contraltare di Ovidio, perché se in Ovidio la latinità diventa forte e diventa un unicum, in Ovidio la tradizione, che è quella greca egiziana, si confronta con il mondo latino. Ecco perché nei suoi Heroides c’è il dialogare tra le figure greche e quelle romane; tra il mondo saffico, in modo particolare, e il recupero di questo percorso saffico proprio all’interno delle sue poesie che compongono i libri dell’arte amorosa e del rimedio amoroso.

A introdurre e a coordinare la serata è stata la bravissima direttrice del Museo Eva Degli Innocenti che ha sottolineato come il Museo si apre a queste prospettive che non sono soltanto archeologiche, ma in modo particolare, ad un mondo che è abbastanza complesso i cui modelli sono i modelli ormai internazionali.

Il dibattito è stato molto vivace tant’è che ci sono state diverse riflessioni sull’Ovidio addirittura stoico, sulle realtà e verità del suo esilio, del suo essere mandato in esilio, e della sua capacità di estendere questa dimensione in una dimensione che è prettamente metafisica e filosofica.

Sono intervenuti nel dibattito studiosi tra il pubblico che hanno posto in attenzione proprio questi elementi. Tra gli altri è intervenuta anche la docente e attivista Marilena Cavallo che ha sottolineato l’importanza delleMetamorfosi all’interno di questo spartiacque tra le opere dell’inizio e quelle dell’esilio.

Bruni ha concluso attraverso le citazioni di Ovidio tratte dal libroTristia e dal libro Ex Ponto.

Una serata particolare, importante, molto robusta. Tutta la manifestazione rientra in quelle attività del MIBACT che pongono l’attenzione alla cultura della tradizione in un contesto abbastanza europeo. Questo significa che il Museo di Taranto è all’avanguardia per aver articolato modelli della tradizione archeologica e modelli di una tradizione che è prettamente dentro la contemporaneità.

Nel corso della serata è stata presentata la cartella e il video “CULTA PLACENT – AMANDO OVIDIO” http://pierfrancobruni.weebly.com/culta-placent—amando-ovidio.html di Pierfranco Bruni la cui presentazione grafica è stata realizzata da Anna Montella. Il percorso tematico delle schede è esposto nella sala delle Conferenze del Museo Archeologico Nazionale di Taranto.

Anche questo è un altro tassello importante che si unisce alle attività del Museo, ma che si lega prettamente a questo contesto che è rileggere Ovidio nelle notti aperte alla cultura, ovvero del contesto del “By night Museo.