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«E’ di qualche settimana fa l’allarme, lanciato dal Presidente del Parco nazionale dell’Alta Murgia Cesare Veronico e da Legambiente, sulla possibile scomparsa delle coltivazioni di simeto, appulo, arcangelo e duilio, ovvero le quattro varietà autoctone di grano duro che hanno permesso al pane di Altamura, unico in Italia, di ottenere il marchio Dop.» Lo scrivono in una lettera aperta il deputato Giuseppe L’Abbate (M5S – Commissione Agricoltura Camera) e la senatrice Daniela Donno (M5S – Commissione Agricoltura Senato) all’Assessore Regionale alle Risorse Agroalimentari Fabrizio Nardoni per invitarlo alla concertazione sui PSR al fine di tutelare le produzioni agroalimentari pugliesi, prima fra tutte il “Pane di Altamura” su cui hanno lanciato l’allarme il Presidente del Parco dell’Alta Murgia Cesare Veronico e Legambiente Puglia.

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«Una cultura agroalimentare da difendere e sostenere – scrivono Giuseppe L’Abbate e Daniela Donno – e che, da pugliesi, non possiamo certo permetterci di perdere. Ancor di più se pensiamo che a rischio estinzione sarebbero anche il cece nero di Cassano delle Murge, la lenticchia gigante di Altamura, il cece rosso di Gravina di Puglia, la cicerchia dell’Alta Murgia; colture tradizionali che rendono speciale la nostra terra, meta turistica non solo per le sue bellezze artistiche, naturali e paesaggistiche ma anche per la sua storia a tavola.

In Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati ci siamo battuti per l’approvazione di una risoluzione sul cosiddetto “pacchetto sementi” in discussione presso le competenti Istituzioni europee. Tra i risultati ottenuti segnaliamo: la possibilità del libero scambio delle sementi tra gli agricoltori e la loro non brevettabilità a tutela della biodiversità; la promozione, in ambito europeo, di una normativa sementiera che rivolga una particolare attenzione alle sementi tradizionali e che individui le opportune azioni di sostegno per gli agricoltori custodi, anche in considerazione del ruolo da essi svolto nella conservazione e produzione della biodiversità agricola; l’operatività delle disposizioni applicative per la commercializzazione delle sementi delle “varietà da conservazione”, al fine di salvaguardare e promuovere la biodiversità vegetale.

Egregio assessore, – proseguono Giuseppe L’Abbate e Daniela Donno – il Governo deve fare la sua parte, ma anche la Puglia, l’amministrazione regionale e la collettività pugliese di cui siamo orgogliosi di far parte, possono e devono compiere quelle scelte necessarie affinché il patrimonio gastronomico non sparisca dal territorio. Occorre una indispensabile opera di recupero e conservazione al fine di mantenere la diversità dei sapori che è alla base del “made in Italy” alimentare e ridare spazio alle varietà autoctone, come sottolineato e richiesto da Legambiente e dal Parco dell’Alta Murgia.

È per questo che, a nome del Movimento 5 Stelle, Le chiediamo di mettere in campo tutte le risorse necessarie a sostenere progetti che vadano in questa direzione, a cominciare dalle misure del Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020. Ci aspettiamo che esso contenga le misure idonee a promuovere ed incentivare la conservazione delle sementi autoctone e antiche necessarie alla produzione di quello che può essere considerato il vero simbolo della Puglia sulle tavole del mondo: il Pane di Altamura a marchio DOP.

La invitiamo ad accogliere questa richiesta perché solo attraverso la concertazione e la condivisione, unendo gli sforzi e comprendendo assieme le opzioni migliori, possiamo davvero individuare le soluzioni più utili a valorizzare e conservare il patrimonio che offre il territorio pugliese.

Sono note purtroppo – concludono Giuseppe L’Abbate e Daniela Donno – le criticità che, soprattutto nelle regioni meridionali del nostro Paese, caratterizzano la gestione dei fondi europei, ed è indispensabile quindi, ancorché la nostra Regione vanti un indubbio primato per quanto riguarda la qualità e quantità della spesa, che essa faccia ogni possibile sforzo per programmare interventi efficaci e rispondenti ai fabbisogni degli operatori dell’agroalimentare locale. Per quanto detto ci permettiamo di comunicarLe la nostra disponibilità a partecipare ai prossimi tavoli per la predisposizione del Programma di Sviluppo Rurale.

Certi dell’impegno che Lei accorderà alle problematiche della conservazione e tutela del nostro patrimonio agroalimentare, La salutiamo e Le auguriamo buon lavoro. L’intera Puglia Le sarà grata.»

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