Il territorio di Taranto ha tesori più unici che rari: la storia del suo borgo antico, con gli ipogei ed i palazzi nobiliari, una storia millenaria, un Museo archeologico ricchissimo di testimonianze, e le spiagge ed il mare della sua litoranea, che si stendono per decine di chilometri da un lato all’altro della città.

Nessuno è profeta in patria, afferma un detto biblico, e questo – almeno fino a qualche anno fa – era vero anche per le splendide spiagge della litoranea salentina, troppe volte deturpate da abusi edilizi, scarichi irregolari, parcheggi selvaggi e bagnanti incivili che lasciavano, al termine della giornata balneare, cumuli di immondizia che sarebbero stati puntualmente ritrovati il giorno o – addirittura – la settimana seguente. Colpa di Amministrazioni locali strangolate da bilanci esigui ed accecate da una cronica incapacità di programmazione turistica e culturale, favorita anche dalla consapevolezza che porta più voti tollerare il “lassaiz faire” che far rispettare le regole.

Oggi le cose stanno cambiando, favorite soprattutto dalla attenzione che media ed organi di informazione nazionali e stranieri riservano sempre più spesso al nostro mare, meta ambita non solo dai tanti emigranti che si concedono qualche giorno di vacanza nei luoghi di nascita, ma anche da tanti turisti che cercano e trovano spiagge dorate, mare incontaminato, bianche masserie e cibi gustosi, sfuggendo dalla baraonda di riviere che vivono al massimo h24.

Sta a ciascuno di noi valorizzare al meglio questi tesori, tutelando le bellezze anche con gesti semplici ed apparentemente banali, rispettando (e facendo rispettare!) le regole, e facendo conoscere la storia ed i segreti del nostro territorio.

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