È in corso, a Berlino, una visita di studio in collaborazione con il Goethe Institut per definire il progetto “COM.&IN. – Competenze per l’integrazione in Europa” con capofila la Regione Puglia e che vede coinvolte Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania.

Dal 23 al 26 settembre le cinque regioni del Mezzogiorno coinvolte in questo primo progetto di cooperazione si ritrovano in Germania per fare sistema e affrontare al meglio il fenomeno migratorio attraverso lo studio e l’analisi dei diversi modelli di governance in Europa grazie ai fondi messi a disposizione del FAMI 2014-2020. Accoglienza, permanenza, l’importanza delle reti per integrazione dei migranti sono gli aspetti a cui le regioni sono chiamate a dare una risposta che si sintetizza nel modello di governance multiregionale fondato su competenze per l’integrazione. All’incontro partecipano i tecnici delle Regioni unitamente all’assessore all’Istruzione, alla Formazione, al Lavoro Sebastiano Leo e l’assessore alla Famiglia, alle Politiche sociali, al Lavoro della Regione Sicilia Antonio Scavone.

Sei gli obiettivi strategici: individuare buone pratiche che consentano di strutturare una valutazione delle strategie e dei servizi; innovare le politiche regionali e territoriali per l’integrazione dei servizi (sociali, sanitari, del lavoro, scolastici, abitativi) rivolti ai migranti; rafforzare le competenze delle amministrazioni e delle parti interessate per rendere più efficace il coordinamento dei servizi offerti agli utenti stranieri; incentivare la cooperazione tra i diversi livelli istituzionali, il privato sociali, le associazioni di immigrati; sperimentare nuovi modelli organizzativi per incidere sull’accessibilità, l’impatto, la personalizzazione dei servizi, attraverso diverse tipologie di prestazioni offerte; verificare l’efficacia e la sostenibilità delle nuove soluzioni ideate.

Il progetto affonda le sue radici in Germania, attraverso l’incontro con il Governo Federale e con alcuni Lander (Berlino e Amburgo) per comprendere il sistema di accesso, i criteri per il mantenimento dell’accoglienza e gli strumenti di integrazione socio-economica dentro la ripartizione delle competenze istituzionali della materia migratoria, tra sistema centrale e sistema delle autonomie locali tedesche.

“Il fenomeno della migrazione a cui stiamo assistendo è di portata epocale – afferma Leo – e deve essere affrontato con serietà, senza inutili strumentalizzazioni. La Germania ha accolto tantissimi immigrati e, recentemente, ha attivato un percorso dedicato a chi è in possesso di competenze e specializzazioni. Guardiamo con attenzione a questo processo perché il dovere di accoglienza non si traduca banalmente nella semplice possibilità di permanenza o di transito nelle regioni di approdo, che sono essenzialmente quelle del Mezzogiorno. Perché le persone che arrivano nel nostro Paese si integrino efficacemente nel territorio che le ospita, in uno scambio virtuoso di reciproca convenienza, occorrono regole chiare, percorsi definiti per l’accoglienza, monitoraggio costante del fabbisogno di manodopera a cui possono dare risposta i cittadini dei Paesi terzi. Con il progetto su competenze e integrazione stiamo cementando un partenariato che sono convinto segnerà un percorso efficace e fuori dalle retoriche”.

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