Capita un giorno che stai guardando Facebook e ti imbatti nell’aggiornamento di stato di una amica, che pubblica l’immagine di una cagnolina scrivendo: “Vi presentiamo l’ultima arrivata a casa: Miss Grottaglie 2015, la piccola Mia.”

Nulla di strano, si potrebbe dire; ogni giorno tantissimi cani e gatti entrano in una nuova casa, quindi cosa c’è di particolare? Di particolare c’è il fatto che chi ha accolto Mia è a Bergamo, una città oggettivamente lontana da Grottaglie, e quindi scatta la legittima curiosità di scoprire come abbia fatto questa cagnolina ad essere “adottata” a mille chilometri di distanza dalla Città delle Ceramiche. Chiedo a chi la accolta, e questa è la sua storia, raccontata con le parole di chi le ha aperto la porta di casa: “La piccola Mia viene dal canile di Grottaglie. Tramite un’associazione con uno stallo a Bergamo è stata data in adozione ad una famiglia a Lodi, ma non si è trovata bene. Allora l’abbiamo adottata in urgenza noi, per evitarle l’ennesimo trauma e soprattutto un ingiusto ritorno in canile. Io ho avuto molti cani, sempre di “seconda mano, ed il mio compagno sempre gatti, percui non abbiamo avuto nessuna esitazione ad accoglierla. Quello che non tutti sanno è che quando prendi un animale dal canile in realtà ne salvi due: quello che stai portando a casa e quello che troverà posto nello stallo lasciato libero da quello adottato”. Ecco che una storia semplice diventa straordinaria, che l’odissea di una cagnetta trova un lieto fine che non può che rendere felici i tanti volontari – di Grottaglie come altrove – che agli animali abbandonati dedicano tempo e cure, trovando il modo di rendere il loro destino un po’ migliore di quello che avrebbe voluto chi, in maniera crudele ed incivile, un giorno li ha lasciati in mezzo ad una strada.

Tanti, troppi cani vengono ancora abbandonati, ed il rischio aumenta in prossimità delle vacanze estive e dopo Natale, quando il simpatico batuffolo peloso viene percepito sempre più come un problema da chi troppo incautamente lo ha preso con sé. A noi è piaciuto raccontare questa storia non per esaltare il gesto di chi, con un semplice – ma non banale – atto d’amore ha accolto Mia in casa, e neppure per tacitare la coscienza di chi magari riconoscerà Mia nel cucciolo che ha abbandonato tempo fa.

La raccontiamo invece perché vogliamo con questa storia dire grazie ai tanti volontari che hanno reso possibile l’adozione di Mia e di tanti altri cani come lei, approfittando per ricordare che l’abbandono di un animale non è solo un atto crudele ed incivile, ma anche un reato punito dalla legge, e per una Mia che trova una nuova casa, ce ne sono tante che purtroppo muoiono di fame, di freddo, avvelenate o investite da un’auto.