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Non ci voleva proprio: la sconfitta del Lecce per 3 a 2 maturata in trasferta contro un Bologna mai domo è quasi sicuramente il colpo del k.o. che abbatte di fatto il pugile giallorosso ormai privo di sensi sul ring della serie A.

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Non essere riusciti ad accorciare sul Genoa, uscito perdente con l’Inter in casa al Luigi Ferraris, è un peccato non certo veniale a cui sarà possibile fare ammenda solamente scendendo negli “inferi” del torneo cadetto. No, non vogliamo gufare o portare sfortuna; semplicemente il massimo campionato 2019-2020 può considerarsi praticamente concluso e una rimonta sulla diretta rivale rossoblù ci appare a oggi quantomeno fantascientifico. I salentini purtroppo hanno poco e nulla da recriminare perché il contropiede subìto al 93° minuto, conclusosi con il goal di Barrow, è frutto dello sbilanciamento di una squadra che ha giocato gli ultimi scampoli di partita, partita per altro recuperata in corsa due volte, dimenticandosi di privilegiare l’ordine in campo rispetto alla cieca furia agonistica. Certo, Krejci salvando sulla linea di porta il tiro a botta sicura di Falco ha compiuto un prodigio di cui noi appassionati di pallone ci ricorderemo ancora per tanto tempo, ma questo episodio sfavorevole non può giustificare una stagione sin qui troppo altalenante.

Prendiamo come esempio proprio la partita disputata contro il team di Siniša Mihajlović: da un primo tempo in cui il Bologna ha messo il turbo, siamo passati a una seconda frazione nella quale il Lecce sembrava volare. Dalle stalle alle stelle in un amen per i pugliesi, e non è la prima volta. Ricordate il match con la Sampdoria? In quella circostanza l’11 titolare è partito malino, ha recuperato l’incontro e infine è uscito sconfitto. Insomma: Il continuo sali e scendi dall’ottovolante di A è stato, ed è tutt’ora, il leitmotiv dell’attuale annata che terminerà, salvo suicidio sportivo genoano, con la retrocessione.  

Un miracolo sportivo (a cui non crediamo)

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I miracoli nel calcio possono sempre accadere, ma nel caso del Lecce crediamo che il sogno chiamato permanenza in serie A sia da considerarsi praticamente sfumato: aver perso contro la squadra di Mihajlovic è infatti una vera e propria sentenza a cui i salentini non possono proprio appellarsi. Tenendo conto che il destino di questi ultimi passa dai piedi del Genoa, i bookmakers credono fortemente nella retrocessione giallorossa. D’altronde come biasimarli: troppi i punti persi contro team alla portata (vedi Brescia fuori casa) ed eccessive le disattenzioni in difesa che ne fanno la squadra più battuta del campionato. Rebus sic stantibus, i pugliesi a questo punto dovrebbero iniziare ad assemblare una rosa di calciatori che sia in grado di dominare il prossimo torneo di B in modo da risalire e al più presto. Fare tesoro dei tanti errori commessi in questa infelice stagione sarebbe l’ideale per ripartire subito alla grande.

Una difesa da rifondare

Ne abbiamo già fatto menzione in un precedente paragrafo ma adesso è giunto il momento di approfondire: la difesa della formazione di casa a Via del Mare non è stata assolutamente all’altezza dell’ultima manifestazione che ha per protagonista il nostro amato pallone (tale affermazione è ovviamente eufemistica!). Subire un’ottantina di goal circa non è accettabile per un club che vuole dimorare il più a lungo possibile nell’Olimpo calcistico. Senza fare nomi, perché accusare il singolo è la strada più breve per mal giudicare, crediamo che i giallorossi debbano innanzitutto costruire una nuova prima linea che rassomigli a solido baluardo dove rifugiarsi in caso di scorribande avversarie. Quel gruppo che dispone del reparto arretrato più insuperabile alla fine quasi sempre è quello che trionferà. E il Lecce non vuole certo perdere troppo tempo nella serie cadetta perché il calcio pugliese non può che confrontarsi con gloriose corazzate quali Juventus, Inter e Milan. Mancano ancora alcuni minuti alla fine del campionato, è vero, però meglio non sognare e prepararsi a rifondare.