Lo Stato laico, la libertà, la parità delle donne, la democrazia coi suoi valori , tutto può essere concepito solo in un contesto di laicità, mai con l’Islam.

Questo il messaggio fondamentale che il giornalista e scrittore Magdi Cristiano Allam ha lanciato ai soci del Rotary Club Taranto Magna Grecia di cui è stato ospite.
In quella sede, Allam ha presentato il suo ultimo libro “Islam: siamo in guerra”, un vero atto d’accusa non solo al mondo islamico estremista ispiratore di tutti i terrorismi, ma anche all’incapacità dell’Occidente cristiano di difendere la propria civiltà.
Presentato dal presidente del Club, Marcello D’Ippolito, lo scrittore è partito da una severa critica a quanto accaduto nei ultimi anni in Nord Africa con la cosiddetta “primavera araba” nel corso della quale sono stati rovesciati regimi che meglio tenevano a freno gli estremisti islamici e quindi assicuravano l’Europa anche impedendo o almeno limitando l’esodo biblico che stiamo vivendo oggi.

«Ignoranza, errore o strategia?» Si è chiesto il giornalista nato in Egitto, che poi ha studiato in Italia e ha lavorato in passato a Repubblica e al Corriere della Sera (di cui è stato vicedirettore) ed ora è editorialista de Il Giornale. Sotto scorta da diversi anni, da quando fu minacciato dai terroristi islamici a causa dei suoi scritti, Magdi Allam aggiunse il nome di Cristiano quando fu battezzato e cresimato la notte di Pasqua del 2008 da Papa Benedetto XVI in San Pietro.
Nella sua conversazione al Rotary, l’autore di “Islam: siamo in guerra” ha espresso i suoi dubbi su Papa Francesco per i suoi appelli all’accoglienza indiscriminata; e ha lodato Putin come l’unico leader internazionale ad avere una visione chiara del fenomeno dell’immigrazione di massa.

Un fenomeno definito come “Islamizzazione strisciante dell’Europa” aiutata anche da finanziamenti europei per moschee e centri studi e da una cultura occidentale arrendevole per cui oggi si possono criticare il Cristianesimo ma non l’Islam. E cosa fare con i musulmani moderati? E stato chiesto ad Allam nel corso del corposo dibattito che è seguito al suo intervento: “Non dobbiamo fare la guerra a un miliardo e mezzo di musulmani – è stata la risposta – ma dobbiamo salvaguardare i nostri valori, le nostre leggi e la nostra cultura. Noi occidentali siamo diventati fragili e dobbiamo invertire questa tendenza”.

(Si ringrazia per la collaborazione Antonio Biella, autore del presente articolo)