Le operazioni per il recupero del peschereccio inabissatosi il 18 aprile 2015 nello Stretto di Sicilia che su indicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri sono iniziate lo scorso 27 aprile a cura del Ministero della Difesa, stanno procedendo secondo la sequenza operativa.

Il 9 maggio, alle 11:00 circa, il modulo, progettato e realizzato dalla ditta Impresub Diving and Marine Contractor, ha iniziato la sua discesa verso il fondo del Mediterraneo. Nel tardo pomeriggio di ieri ha raggiunto il relitto. Da quel momento sono iniziate le operazioni di centramento del sistema. Alle ore 18:00 di oggi il modulo di recupero ha agganciato il relitto a 370 metri di profondità ed ha iniziato a sollevarlo dal fondo verso la superficie attraverso due strutture apposite installate a bordo della nave Ievoli Ivory.
Le operazioni finora condotte dalla Impresub, tramite un Remotely Operated Vehicle (ROV), hanno permesso di preparare il peschereccio al proprio sollevamento mediante alcuni interventi che hanno consentito di tagliare le sovrastrutture incompatibili con le procedure previste per il recupero. Inoltre, allo scopo di non perdere alcuna salma custodita nel relitto, sono stati chiusi tutti gli accessi ed installate delle reti nella sua parte poppiera.

Durante questa fase preliminare sono state recuperate, col supporto del personale del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana, le prime due salme che erano all’interno del peschereccio e che ora conservate all’interno di un container a bordo di Nave Tremiti.

Il coordinamento dell’intera operazione di recupero in mare è stato affidato alla Marina Militare che, oltre a garantire un’adeguata cornice di sicurezza, sta fornendo supporto logistico alle complesse attività subacquee in corso.
Il Comandante delle operazioni in mare è Contrammiraglio Paolo Pezzutti, Comandante del Comando Subacquei ed Incursori Teseo Tesei COMSUBIN ed è imbarcato sulla Nave di salvataggio Anteo.