Nel pomeriggio ieri è arrivata al Porto di Palermo la nave TREMITI della Marina Militare con a bordo sei salme recuperate sul fondale dello Canale di Sicilia in acque internazionali nei pressi del relitto di un’imbarcazione affondata lo scorso 5 agosto su un fondale di circa 60 metri.

A seguito del naufragio, il 5 agosto 2015, la nave della marina militare irlandese NIAMH aveva recuperato 373 naufraghi e 26 salme sbarcate successivamente a Palermo. Nel corso delle indagini, coordinate dal Procuratore della Repubblica di Palermo veniva richiesto alla Marina Militare l’attività concorsuale ai fini della ricerca del relitto del natante affondato e delle eventuali salme.

Il relitto del natante veniva individuato il 5 dicembre 2015 dal Cacciamine RIMINI, che ha condotto una prima investigazione sul relitto tramite veicolo subacqueo tipo PLUTO, le cui riprese videofotografiche sono state rese disponibili alla Procura incaricata per le prime valutazioni del caso. Successivamente, il 23 ed il 24 giugno scorso, con i veicoli tipo PEGASO e SIRIO del Gruppo Operativo Subacquei del COMSUBIN (Comando Subacqueo Incursori della Marina), imbarcati su Nave ANTEO, è stata condotta un’ispezione subacquea dettagliata sul natante e sull’area ad esso circostante, che ha consentito di accertare la presenza di 10 salme, di cui è stato possibile recuperarne 6 esterne al relitto, poi trasferite su Nave TREMITI, appositamente equipaggiata con sistemazioni idonee per la conservazione ed il trasporto delle salme.

A causa delle pessime condizioni dello scafo, collassato su se stesso, e quindi dell’impossibilità di operare in condizioni di sicurezza non sono potute continuare le ricerche di altre salme.