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Un monumento composto da una semplice targa, con poche e profonde parole, posta su una grande pietra grezza, una di quelle che si trovano nelle nostre campagne, un’opera “umile”, ma dal grandissimo valore simbolico.

Domani, sabato 17 gennaio, alle ore 10.00 in via Cherubini a Statte, nelle adiacenze del Ponte Cherubini, sarà inaugurato il Monumento per le Vittime del Lavoro, un’opera voluta dall’Amministrazione comunale di Statte per ricordare tutti coloro che sono usciti di casa per andare al lavoro e non vi sono più tornati.

Interverranno alla cerimonia il Sindaco di Statte, Angelo Miccoli, con i rappresentanti della locale Amministrazione Comunale, e il presidente provinciale ANMIL Taranto, Emidio Deandri, con i dirigenti dell’ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi sul Lavoro) e dell’INAIL.

Nell’occasione il presidente provinciale ANMIL Taranto, Emidio Deandri, ha detto «sono grato al Comune di Statte, e in particolare al Sindaco Angelo Miccoli, per aver voluto realizzare questo monumento che ricorda tutti coloro che hanno perso la vita sul posto di lavoro; peraltro questa opera assume una importanza particolare perché è ubicata in una comunità, Statte, che è a pochi chilometro dall’ILVA, il complesso siderurgico dove sono accadute tantissime, troppe, “morti bianche” negli ultimi anni».

«Ma non dobbiamo concentrare la nostra attenzione solo sull’ILVA, ma anche sui tanti decessi di lavoratori avvenuti in aziende grandi e piccole del nostro territorio, come anche nelle campagne, perché non ci sono “lavoratori di serie A” e “lavoratori di serie B”, ma solo “Lavoratori” con la “L” maiuscola che hanno tutti pari e uguale dignità».

«Da sempre l’ANMIL – ha concluso Emidio Deandri – è impegnata a dare sostegno ai familiari di tutti i lavoratori deceduti sul posto di lavoro, ma anche ad assistere tutti coloro che sul posto di lavoro hanno contratto malattie, anche quelle causate all’organismo dagli agenti inquinanti: negli ultimi anni abbiamo dovuto registrare l’aumento delle malattie professionali che, in provincia di Taranto, sono passate dalle 683 patologie denunciate all’INAIL nel 2009 alle 961 del 2013, con un aumento del 29% circa in soli cinque anni!».