Guardare una persona in faccia mentre si sta parlando è la più alta manifestazione di interesse verso la persona o il contenuto di quello che sta dicendo.

Fin da piccoli ci hanno insegnato le buone regole dell’educazione più basilare. Gli occhi e lo sguardo sono da sempre sinonimo di attenzione, e spesso anche di rispetto.

In un dialogo a due piuttosto che in una adunanza di persone convenute in luogo, che sia esso all’aperto o al chiuso, si deve avere rispetto verso chi sta tenendo un discorso o sta esprimendo un concetto.

L’avvento della tecnologia sui palmi delle nostre mani ha fatto crollare ogni regola etica legata alle buone maniere.  Lo smartphone si è impossessato non solo della nostra privacy ma anche della nostro modo di socializzare. Lo teniamo sempre in mano. Difficilmente resta in borsa o in tasca per più di cinque minuti. E’ bollente, scotta. E’ sempre pieno di notifiche, aggiornamenti, like. C’è persino chi non può farne a meno a tavola, in bagno e nel letto. Ha sostituito il libro, la rivista, a volte anche la tv.

Chiariamo, ognuno è libero di fare ciò che vuole, nei limiti delle regole e dei regolamenti direbbe qualcuno. Niente di più vero aggiungiamo noi. Ma ci sono casi limite ove questi atteggiamenti rasentano l’irriverenza: i convegni, i corsi, le riunioni. Se hai deciso di partecipare devi farlo. Non puoi assentarti seguendo le notifiche del tuo smartphone o cercando morbosamente nuovi aggiornamenti. Chi sta parlando lo sta facendo anche per te che sei intervenuto.

Assistere senza ascoltare, senza seguire, senza partecipare che senso ha?

La massima rappresentazione di tutto questo si ha nelle adunanze riservate ai politici.

In queste ore a Grottaglie si sta tenendo la seduta ordinaria del Consiglio Comunale, l’organo collegiale elettivo che rappresenta il popolo all’interno dell’Amministrazione. Cattiva abitudine vuole, da sempre, che alcuni membri di questa massima assise utilizzino frequentemente smartphone, tablet, computer portatili nel bel mezzo di una discussione, proprio durante gli interventi. E’ frustrante, irriverente, antipatico vederli proni su questi strumenti mentre c’è qualcuno che è li proprio per loro.

Certo… il regolamento comunale non vieta l’utilizzo di questi strumenti durante la seduta.  Ma il punto non è quello di legiferare o regolamentare un uso maleducato di questi accessori. Qui si parla di rispetto, di educazione, di interesse verso quello che si sta facendo.

Non ce bisogno di regolamentare una buona prassi che pretende solo che si debba dare la giusta attenzione a chi sta parlando.

“No smartphone in Consiglio Comunale”

Spegniamo questi accessori durante la seduta, guardiamo negli occhi il nostro interlocutore, seguiamo con interesse, partecipiamo in modo diretto. In fondo, quella poltrona, l’avete sospirata, desiderata e quindi ottenuta. Sia maggioranza che opposizione. Siate i primi a dare il buon esempio, magari qualche cittadino potrebbe seguirvi e domani potremmo finalmente ritrovarci tutti seduti ad un tavolo con la testa alta e non piegata sulle spalle.

E allora ci proviamo e lanciamo un invito a tutti i membri e partecipanti del Consiglio Comunale di Grottaglie: teniamo in tasca gli smartphone. Lasciamo a casa tablet e notebook. Guardate negli occhi chi parla e date prova concreta che voi che ci rappresentate siete i primi a dare il buon esempio.

Vediamo allora chi avrà recepito il messaggio e coglierà la nostra campagna “No smartphone in Consiglio Comunale”.

Una proposta provocatoria che mira a porre alta l’attenzione su come la tecnologia stia distruggendo il nostro modo di interagire.