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Nulla di nuovo sotto il sole: per creare nuova occupazione in agricoltura e recuperare alcuni dei tanti terreni incolti dell’agro di Grottaglie, in fondo basta semplicemente riscoprire gli antichi saperi degli agricoltori anziani “rivisitandoli” con le moderne conoscenze agrobiologiche.
Questa è l’idea del progetto “Cantiere agricolo sociale”, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che mira a fornire conoscenze e opportunità lavorative nel settore agricolo basandosi sulle tradizioni rurali del territorio “aggiornate” con le moderne tecniche dell’agricoltura organica e rigenerativa.

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Il progetto vede impegnati l’associazione di volontariato “Beni Comuni” Onlus di Grottaglie, soggetto capofila, e un ampio partneriato con il GAL Colline Joniche, le aziende agricole “Montedoro di Nobile Maria Elisabetta”, “WATT S.r.l.” e “Barone di Freganius di Dimaggio Elena”, nonché l’Azione Cattolica e la Parrocchia “Maria del Santissimo Rosario” di Grottaglie, l’APS “Arci Grottaglie”, l’Istituto scolastico Comprensivo “Don Bosco” di Grottaglie e Associazione Sherwood onlus.
L’iniziativa sarà presentata, con il patrocinio del Comune di Grottaglie e del Centro Servizi Volontariato di Taranto, venerdì prossimo, 25 luglio, alle ore 19.00 presso il Castello Episcopio di Grottaglie.

I lavori, introdotti e moderati dalla commercialista Maria Teresa Marangi, saranno aperti dai saluti di Ciro Alabrese, Sindaco di Grottaglie, Carlo Martello, presidente del CSV Taranto, Fabrizio Nardoni, assessore regionale alle Politiche agroalimentari, Gianfranco Argentina, presidente “Beni Comuni” Onlus, Giuseppe Guarini, assessore comunale di Grottaglie alle Politiche agricole, e Aurelio Marangella, assessore comunale di Grottaglie alle Politiche sociali.

Il progetto “Cantiere agricolo sociale” sarà poi illustrato in dettaglio da Anna Morera, biologa agricola dell’ONG DEAFAL, e da Carmen Valente, consulente finanziario e progettista; a seguire sono previsti gli interventi di Francesco Donatelli, vicepresidente GAL Colline Joniche, e di Pierluigi Santoro della WAT (Water Algae Treatment).

Il progetto “Cantiere agricolo sociale” parte dalla constatazione che, in agro di Grottaglie, vi sono molti terreni incolti: l’idea innovativa è quella di presentare al territorio l’opportunità del loro recupero alla produttività inserendovi colture che possano affiancarsi a quelle tradizionali, prodotti agricoli con un interessante “mercato” che può rappresentare una importante occasione di redditività alternativa.

Da un lato ci sarà la valorizzazione della “memoria” agricola del territorio, ovvero il recupero delle antiche tradizioni agricole locali tramite gli anziani, da un altro l’introduzione di nuove tecniche di agricoltura organica e rigenerativa che hanno la caratteristica di avere costi di impianto bassissimi. Il progetto è quindi rivolto sia ai proprietari dei fondi incolti, sia a chi intende trovare una occupazione in agricoltura andando a coltivare terreni altrui.

Saranno coinvolti anche il mondo dell’associazionismo e quello della scuola, che da un lato potranno presentare questa opportunità a categorie che hanno difficoltà a trovare una occupazione, e da un altro a sensibilizzare le giovani generazioni sul recupero delle tradizioni e della cultura agricole.

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