Olio di pesce contro gli infarti? Parliamo di una soluzione che, stando agli studi scientifici condotti da JAMA Internal Medicine, vede negli acidi grassi omega 3 un validissimo alleato contro gli scompensi cardio-vascolari e, dunque, una soluzione per abbassare la frequenza degli infarti e delle ospedalizzazioni derivanti da questi problemi.

Anche le persone che non hanno mai avuto problemi cardiaci, infatti, possono intervenire rafforzando il proprio cuore grazie a questi acidi grassi, così da ridurre le probabilità di diventare vittime di tali scompensi.

Come assumere questi nutrienti così importanti per la prevenzione degli infarti? Stando ad Aldo Maggioni, direttore del Centro Studi Anmco, il consiglio è quello di assumere gli omega 3 contenuti nell’olio di pesce attraverso gli integratori naturali, almeno due volte a settimana.
Consumando olio di pesce con omega 3, come ad esempio questo, si possono ridurre i problemi legati alla vascolarizzazione e all’indebolimento delle funzioni circolatorie che, unite al colesterolo, sono la principale causa degli scompensi del cuore.

Stando ai risultati ottenuti dalla ricerca del JAMA Internal Medicine, gli acidi grassi polinsaturi omega 3 concorrono a favorire un abbassamento della percentuale di infarti nell’arco dei prossimi 10 anni, e al tempo stesso favoriscono una maggiore chance di sopravvivenza alle persone soggette a questa patologia. Il motivo sarebbe legato all’influenza positiva del DHA e del DPA contenuti all’interno dell’olio di pesce: questi elementi, infatti, non solo rinforzerebbero le membrane cardiache ma ridurrebbero anche la fibrillazione dei ventricoli. Alla stessa conclusione, fra le altre cose, è giunto anche il Dipartimento di Medicina della Stanford University.

L’olio di pesce risulta essere in mix di elementi davvero salvifici per quanto riguarda la salute del comparto cardiocircolatorio umano. Come già anticipato, il DHA e il DPA sono due nutrimenti contenuti all’intero degli acidi grassi polinsaturi omega 3, che hanno il potere di rinforzare il cuore e, al tempo stesso, di ridurre il rischio di scompensi cardiaci abbattendo i grassi cattivi e riducendo i livelli di colesterolo nel sangue.