Alle prime luci dell’alba gli Agenti della Squadra Mobile,coordinata dalla DDA di Lecce, hanno dato esecuzione ad un ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 52 persone responsabili a vario titolo di associazione a delinquere di stampo mafioso.

L’indagine ha avuto inizio verso la fine dell’anno 2012 a seguito della scarcerazione, dopo oltre venti anni, di due noti esponenti della malavita tarantina, entrambi già condannati nel noto processo “Ellesponto” per il reato di cui all’art. 416 bis c.p..

Forte appariva difatti il rischio che gli stessi volessero ricostituire lo storico clan che, negli anni ’90, imperversò a Taranto in contrapposizione con un altro clan, da cui scaturì una guerra di mala con oltre un centinaio di morti.

L’indagine svolta ha consentito di acclarare l’effettivo ricompattarsi del sodalizio criminoso dei due sospettati che, rispettivamente, hanno potuto contare su una nutrita schiera di sodali sostanzialmente riconducibili a persone dei rispettivi nuclei familiari; nonché (relativamente ad uno dei due principali indiziati) a un distinto gruppo di sodali (in prevalenza di origini pugliesi e siciliane) dimoranti anche a Verona.

Si è accertato attraverso alcuni sequestri effettuati la disponibilità del gruppo criminale di armi sia su Taranto che su Verona.
Forte è stato l’interesse dimostrato dalla compagine delinquenziale nel campo degli stupefacenti, tessendo in particolare una serie di contatti tanto con elementi calabresi, sardi e veronesi.

E’ stato documentata la consumazione da parte del gruppo criminale di numerose estorsioni, sia ai danni di imprese che operavano nel campo della edilizia stradale; che nei confronti di titolari di esercizi commerciali, cui i componenti del gruppo criminale si avvicinavano facendo valere il proprio spessore mafioso.

Il duo ha costituito un essenziale punto di riferimento per i vertici delle compagini delinquenziali presenti su Taranto, sia quando intendevano avviare alcune attività illecite richiedendo il “placet” sia quando sorgevano particolari problematiche che potevano essere risolte solo grazie ad un intervento carismatico come quello dei due capiclan.
L’indagine in corso ha consentito di acclarare la responsabilità in ordine agli autori di vari efferati delitti consumati in questo capoluogo negli ultimi anni .
Tre soggetti sfuggiti alla cattura sono attivamente ricercati. Per l’esecuzione delle ordinanze sono stati impiegati oltre 250 uomini tra personale della Polizia di Stato della Questura di Taranto e delle Questure di Verona, Bergamo, Sassari, Matera, Bari, Lecce, Brindisi, Foggia, Napoli e Reggio Calabria. Sono intervenuti anche 24 equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Puglia, due unità cinofile antidroga della Questura di Bari ed un elicottero del Reparto Volo di Bari.