Il Consiglio Comunale, riunito ieri in una seduta straordinaria monotematica, ha approvato, dopo quattro ore circa, un’ordine del giorno in cui si chiede la salvaguardia dell’ospedale di Grottaglie.

L’adunanza è giunta dopo un periodo di silenzio assordante su questo tema cosi delicato. Dopo la nascita di un presidio permanente spontaneo davanti ai cancelli di ingresso del San Marco e il lungo corteo di protesta di luglio per le strade cittadine un profondo silenzio è calato sulla manifestazione di dissenso nei confronti delle scelte del presidente della Regione Emiliano.

Affianco al sindaco il direttore generale dell’ASL Rossi. Tra i presenti molti sindaci del comprensorio. Tra questi anche quello di Statte, Comune che sostiene, per evidenti vicinanze territoriali, il polo del Moscati. Il piccolo centro tarantino era rappresentato non solo dal sindaco pro tempore ma anche da quello uscente, Angelo Miccoli, che ha sostenuto “istituzionalmente” la battaglia fino a poche settimane fa.

La doppia presenza stattese ha posto l’attenzione sul mancato coinvolgimento di Ciro Alabrese, sindaco uscente, non invitato alla seduta. Una circostanza anomala considerato il suo interessamento alla vicenda, la partecipazione e presenza a tutte le azioni poste in essere ma soprattutto tenuto conto del suo ricorso al TAR contro il Piano, l’unico strumento concreto che al momento potrebbe bloccare le decisioni di Emiliano.

Nonostante la presenza di diversi esponenti politici con incarichi regionali e comunali, estranei al Consiglio grottagliese, che hanno occupato le poltrone lasciate vuote da alcuni consiglieri comunali (erano assenti e si sono assentati durante la seduta anche alcuni assessori) e nonostante la presenza di pubblico nella platea, l’aula appariva in realtà come se fosse vuota, soprattutto in un aspetto: quello della vemenza nella partecipazione al dibattito. Dibattito che non c’è stato vista l’assenza di contradditorio. Chi si aspettava la risposta alla propria considerazione ha atteso invano.

Il primo ha incassare l’assenza di riscontro è stato Michele Santoro, capogruppo di COR e candidato sindaco uscente, sconfitto al ballottaggio. Plateale la sua reazione nei confronti dell’uscita di scena del Direttore Generale dell’ASL, reo di aver lasciato l’assise. Dopo circa due ore i presenti hanno infatti dovuto constatare l’uscita dall’aula del dirigente, che, senza alcuna considerazione ha abbandonato la sessione, nonostante sia lo stesso Santoro, sia alcuni cittadini dal pubblico, chiedevano riscontro.

Molti gli interventi da parte dei consiglieri di opposizione, alcuni anche dalla maggioranza.

Presenti i parlamentari Vico(PD) e Duranti(SEL). I consiglieri regionali Galante(M5S), Borraccino(Noi a Sinistra) e Franzoso(Forza Italia). Significativi quelli degli ultimi due.

Sbattendo i pugni sul tavolo e chiedendo di non essere interrotto o di limitare il tuo tempo di esposizione il consigliere di Noi a Sinistra ha argomentato con fervore e con ampia concretezza la sua ferma volontà di difendere ad ogni costo l’ospedale di Grottaglie. Ricordando di aver ricevuto oltre 350 consensi proprio nella città delle ceramiche ha esordito manifestando in modo esplicito la propria fermezza al mantenimento dello status di ospedale di secondo livello per il San Marco. Ha mostrato l’emendamento che ha prodotto e che porterà in commissione regionale e che vede i reparti, i posti letto e il pronto soccorso completamente operativi.

Stessa enfasi per l’intervento della consigliere Franzoso. Le sue considerazioni partono dal presupposto che non va richiesta alcuna deroga al Governo, per non offrire ad Emiliano una scialuppa di salvataggio per giustificare l’attuazione del suo piano, che è regionale.

Questi sono stati i due interventi più significativi.

Ha concluso i lavori l’intervento del Sindaco D’Alò, chiamato in causa dal consigliere Aurelio Marangella, assessore uscente ai servizi sociali. Un intervento “pacifico” il suo considerato che ha dichiarato di “non voler fare la guerra ad Emiliano”. Più volte il primo cittadino ha dichiarato che occorre farsi ascoltare dal presidente della Regione e che nessuno ha remore nei suoi confronti. Qualche mugugno si è alzato dal pubblico tra chi vede invece proprio Emiliano “il nemico da sconfiggere”.

Il documento sostalziamente chiede tutto quello che fino ad oggi altri documenti, attestazioni, cortei, incontri hanno sostenuto: rettificare il Piano dotando Grottaglie di unità operative con posti letto in area medica-lungodegenza-geriatrica, area chirurgica-ortopedia-week surgery-recupero e e riabilitazione post acuzie – ambulatorio di vulnologia di 2°livello, area ostetricia-ginecologia e neonatologia U.O., afferente alla SC presso il SS Annunziata, ambulatori polispecialistici (genetica prenatale e gravidanza assistita), unità di prontosoccorso con OB, radiognostica, cardiologia, patologia clinica, farmacia, dirigenza medica.