“Il sospetto che il piano di emergenza estiva fosse il trailer del piano di riordino lo avevamo capito sin da subito. Per questo, la notizia che sta circolando in queste ore relativa alla prosecuzione del modello organizzativo sancito dal piano di emergenza estiva perché in linea con il piano di riordino, per quanto grave, non ci sorprende affatto. Non fummo i soli a stigmatizzare la decisione, piuttosto sospetta, del sindaco D’Alò di accettare il falso compromesso, proposto, secondo il quale a ottobre sarebbe tornato tutto come prima.” E’ quanto viene riportato testualmente da una nota stampa diffusa dalla segreteria cittadina del Partito Democratico di Grottaglie.

“Era chiaro già a luglio che l’impegno preso di ripristinare tutti i reparti sia del San Marco che del Moscati a fine settembre, sarebbe stato disatteso e per tale ragione avevamo annunciato, e lo confermiamo, che avremmo chiesto ai responsabili di dimettersi – continua la notatutto questo segna un balzo indietro rispetto al percorso istituzionale che avevamo avviato con tanto lavoro insieme agli organi competenti e che aveva prodotto un documento/proposta sul destino del San Marco all’interno delle funzioni che il POC avrebbe dovuto svolgere nel nuovo piano di riordino”.

“La delicatezza delle fasi successive avrebbe richiesto da parte del sindaco D’Alò maggiore attenzione ed impegno. Invece abbiamo registrato, con rammarico e delusione, la sua assenza sia durante la conferenza dei sindaci sia durante la riunione di commissione consiliare in Regione. Riteniamo che in questo momento l’impegno da profondere debba essere massimo, per evitare che il duro lavoro svolto in questi mesi vada disperso e per smentire il sospetto che grava sul sindaco, accampato da più parti, che le sue reali intenzioni sulle sorti del San Marco non corrispondono alle sue posizioni espresse pubblicamente”, e quanto dichiara il PD locale attaccando sull’argomento il Sindaco D’Alò.

“Con riferimento alla delibera dell’ASL, diciamo al Presidente Emiliano che gli impegni vanno rispettati e i reparti dei due stabilimenti riaperti. E quindi, chiediamo di intervenire e di far ritirare quella delibera palesemente illegittima, perché si ispira ad un piano di riordino inesistente. Una delibera che – si legge – mortifica il lavoro che i rappresentanti istituzionali stanno svolgendo, ormai da mesi, per tenere insieme le esigenze che i territori esprimono in tema di domanda di salute”, termina la nota.