«Ancora ritardi nei pagamenti per le ditte dell’indotto Ilva.» E’ quanto lamenta il consigliere regionale Renato Perrini, dei Conservatori e Riformisti.

«E’ la voce che mi giunge – prosegue l’esponente dei CoR ionici – e che sta facendo tremare e arrabbiare tante famiglie, così come già accaduto in passato. In queste ore sto ascoltando i titolari delle aziende dell’appalto, molti dei quali attendono ancora di ricevere il saldo finale delle fatture del 2014, quando l’Ilva entrò in amministrazione straordinaria.

Non solo hanno già subito questo schiaffo con il quale a fatica stanno imparando a convivere, ma oggi gli accordi presi per superare la crisi, ovvero portare in maniera categorica e continuativa i termini di pagamento a 30 giorni, vengono costantemente disattesi. Oggi si parla addirittura di fatture a 80 giorni, se tutto va bene. Insomma dalle loro parole mi è parso di capire che la situazione rischia di precipitare, e che si sta nuovamente creando un clima pesante e difficile da gestire.

Tali dilazioni stanno indebolendo soprattutto le ditte più sane, che da mesi già combattono una riduzione drastica delle commesse. Questa condizione d’incertezza nei pagamenti, si riversa non solo sui titolari delle imprese ma anche sugli operai. Tutti uomini e padri di famiglia che sono tornati a vivere nella precarietà. Il loro, quindi, torna ad essere un grido di allarme che voglio raccogliere e che voglio rilanciare a tutte le istituzioni pubbliche che hanno il dovere di intervenire

Bisogna agire subito e trovare una mediazione con la struttura commissariale. In caso contrario – conclude Perrini – temo nuove proteste nel breve tempo. Le aziende dell’indotto e dell’appalto non possono essere lasciate sole, hanno bisogno di sentire la politica al loro fianco