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Domenica 11 maggio 2014 Silvia Fina, frequentante la prima media dell’Istituto Madre Teresa Quaranta di Grottaglie, è stata premiata a Padova, presso la Pontificia Basilica di S. Antonio, come vincitrice del Concorso “Caro Papa, ti scrivo…, nella sezione narrativa.

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L’iniziativa si colloca nell’ambito del 40° Premio nazionale della Bontà, in memoria di Andrea Alfano d’Andrea. Il concorso, aperto alle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado di lingua italiana in Italia e nel Mondo, è stato organizzato dall’Arciconfraternita di sant’Antonio di Padova, con i patrocini della Conferenza Episcopale italiana, della Regione Veneto, della Provincia e del comune di Padova.

Il bando del concorso prevedeva che i partecipanti indirizzassero al Papa un disegno, un testo narrativo o poetico, un cortometraggio, che contenessero “pensieri, suggerimenti, consigli e speranze per Te, la Chiesa e il Mondo”.

Silvia ha vinto il primo premio, per la scuola secondaria di primo grado, con un racconto intitolato “I vasi della Bontà”. Ha ricevuto, pertanto, la medaglia del Santo Padre e del Presidente della Repubblica Italiana e il sigillo della Città di Padova, oltre ad una pregiata riproduzione in miniatura della statua di sant’Antonio di Padova. L’Istituto riceverà, invece, una borsa di studio per i risultati conseguiti.
Di seguito il testo di Silvia Fina, vincitore del concorso:

Il messaggio di pace, fede e bontà di Papa Francesco è rivolto a tutti gli uomini e, soprattutto, ai ragazzi. Il suo pensiero e le sue parole sono ricche di contenuti e ci aiutano a non scoraggiarci e a credere nelle nostre capacità.
Con Papa Francesco la vita di noi ragazzi si illumina di gioia e di speranza.
La storia di Figuletto ci racconta tutto questo.

C’era una volta in un piccolo paese di campagna un ragazzino di nome Figuletto che viveva in una famiglia di lavoratori, umili e credenti.
Figuletto frequentava la scuola ogni mattina, mentre il pomeriggio si recava nella bottega del padre che faceva il ceramista.
Era bravissimo a lavorare al tornio e riusciva a creare dei vasi molto belli; era un bravo bambino, servizievole ed ubbidiente, ma si sentiva infelice.

Figuletto, infatti, era insoddisfatto della sua vita.
Aveva degli amici che gli dicevano continuamente che oggi la cosa più importante è “essere ricchi”, per comprare tutto quello che piace.
Un giorno come tanti, Figuletto si recò in bottega dal padre e comincio a creare dei vasi.
Prese la palla di argilla, la posò sul tornio e cominciò a tirare su tanti vasi, fino a farne dieci. Li mise in fila su una tavola di legno e gli lasciò essiccare all’aperto.

Poi, ritornò a casa, triste e insoddisfatto come sempre . La sera, a cena, la mamma gli chiese: “Figuletto perché non mangi? Perché sei sempre triste?” Lui rispose: “Mamma, ma che vita è questa?”
“Studio e lavoro e non guadagno nulla vorrei tanti soldi per divertirmi e fare quello che mi pare e piace,”.

La mamma, allora, con tutto il suo affetto, e con la profonda fede cristiana, gli disse: “Ma Figuletto, il denaro non è tutto nella vita; sei un bravo bambino, sano e virtuoso, buono e onesto.
Perché ti lamenti?” Figuletto si alzò,sbattè un pugno sul tavolo e se ne andò a letto.

La notte gli apparve in sogno un uomo grande e luminoso, con un abito bianco che gli si avvicinò accarezzandogli il viso e sussurrandogli nell’orecchio :”Sei un bravo ragazzo e non devi abbatterti.
Ricorda che tutti noi siamo vasi d’argilla fragili e poveri, ma nei quali c’è il tesoro immenso che portiamo”.

Al risveglio Figuletto si sentì rinato; aveva voglia di vivere; guardò il cielo e fu gioioso; guardò il sole e sorrise; vide la mamma e la baciò; vide il papà e lo abbracciò.

Gli sembrava di aver iniziato una nuova vita! In bottega, nel pomeriggio, vide, i vasi che aveva modellato il giorno prima, erano diventati di tanti colori, giallo, verde, blu, arancio, rosso, argento… e su ognuno c’era una scritta. Sul vaso rosso “Non abbiate paura di fare passi definitivi nella vita”; sul vaso giallo: “La carità, la pazienza e la tenerezza sono tesori bellissimi e quando li hai vuoi condividerli con gli altri.”; sul vaso arancio: “non sotterrate i talenti.”; sul vaso verde: “Non cediamo al pessimismo”.

Sotto ad ogni vaso vide una firma, piccola, piccola: era quella di Papa Francesco!

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