Un principio – forse cinico ma senz’altro valido – che vige nel mondo della comunicazione è: “Parlatene anche male, ma parlatene”. E’ un principio a cui si ispirano – mai dichiaratamente, ovvio – campagne pubblicitarie destinate sin da subito a suscitare scandalo o VIP più (ma spesso meno…) sulla cresta dell’onda che si rendono protagonisti di pettegolezzi “bollenti” e di atteggiamenti censurabili.

Anche molte manifestazioni artistiche e culturale sembrano a volte cedere a questo opportunistico metodo invitando, premiando o mettendo comunque al centro dell’evento fatti o persone su cui l’opinione pubblica fatalmente è destinata a dividersi.

Non sarà sicuramente questo il caso della sesta edizione del premio “Terre del Negramaro” che si svolge a Guagnno, ma altrettanto certamente appare difficile comprendere le motivazioni alla base della scelta di attribuire – il 22 agosto – un premio destinato a personalità che contribuiscono alla valorizzazione del mondo vitivinicolo del territorio salentino a Flavio Tosi, sindaco di Verona, che non risulta avere particolari meriti, se non quello di amministrare la città dove si svolge una importante fiera del settore.

Quello che è certo è che non sarebbe stato difficile prevedere le polemiche che una simile scelta avrebbe suscitato, non solo e non tanto per i meriti che hanno portato il primo cittadino veronese ad ottenere il riconoscimento, quanto per le note posizioni politiche dello stesso, esponente di punta della Lega Nord e quindi non proprio schierato tra i paladini del Meridione.

Sia come sia, se a fare notizia è stata all’inizio la scelta di premiare Flavio Tosi, in questi giorni le pagine dei giornali sono occupate dalle dichiarazioni di coloro che – vista la presenza del sindaco veronese – hanno risposto “no, grazie” agli organizzatori del premi.

I primi sono stati Paola Turci e Nabil Salameh, cantante dei Radiodervish; poi è stata la volta del “Comitato No Tap” ad annunciare la scelta di disertare il palco che non vogliono dividere – neppure virtualmente – con l’ “Esponente di un partito con idee xenofobe e razziste”.

SEL Puglia condanna la scelta del Comune di Guagnano e puntuale arriva oggi anche la scelta di Dario Stefàno, già assessore regionale all’agricoltura e papabile prossimo preidente della Rgione Puglia, di tenersi ben lontano da Guagnano, almeno il 22 agosto.

L’esponente di SEL, in un llungo articolo intitolato “Un negroAMARO: ecco perchè non andrò a Guagnano

” così scrive sul suo sito internet: “Questa è la comunicazione che l’11 agosto ho inviato al sindaco di Guagnano.
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Gentile Sindaco,

sono costretto, mio malgrado, a comunicarLe l’impossibilità a presenziare alla cerimonia di conferimento della Cittadinanza Onoraria all’imprenditore bergamasco Guglielmo Alessio, titolare dell’azienda Jentu, situata proprio a Guagnano.

Ringrazio sentitamente oltre che dell’invito anche per aver pensato al sottoscritto per la consegna ufficiale di un riconoscimento che, come sa, condivido pienamente, perché premia una bella idea di imprenditoria legata al territorio, alla qualità dei nostri prodotti ed alla sostenibilità. Un’idea sulla quale le politiche regionali di questi anni hanno voluto investire convintamente.

La discussione che si è innescata in questi giorni, relativa all’evento parallelo che si svolgerà in contemporanea, il Premio Negroamaro, e che il Comitato ha deciso di attribuire al sindaco di Verona, mi suggerisce di tenermi lontano da una polemica, destinata a non acquietarsi, e che difficilmente potrebbe vedermi terzo.

Non mi inserisco nella scia polemica – scrive ancora Dario Stefàno. Perché non è in discussione il valore dell’accoglienza nei confronti di un sindaco, men che meno perché leghista. L’ospitalità è sempre dovuta e va garantita sempre nella formula migliore possibile. Accoglienza che personalmente ho avuto modo di praticare, quale garbato “benvenuto istituzionale” proprio al sindaco Tosi nel Padiglione pugliese del Vinitaly in ogni edizione del mio mandato assessorile. Un benvenuto reso possibile non per particolari concessioni, ma per l’impegno e lo sforzo finanziario profuso dalla Regione Puglia e dai produttori pugliesi.

Ma snaturare il senso di quel premio, vestendolo di motivazioni diverse e oggettivamente forzate, rischia di spingere su di un crinale di fragilità e di divisioni un sistema vitivinicolo che, negli ultimi anni, ha trovato una forza straordinaria proprio dallo stare insieme.

È difficile – prosegue Stefàno – sposare la scelta di attribuire ad una personalità politica che non risulta abbia contribuito direttamente alla crescita o alla affermazione di questo nostro vitigno un premio, invece, nato proprio con questo intento.

Il Negroamaro è il “nostro” vitigno. E’ una delle bandiere del Salento in tutto il mondo. Simbolo della riscossa di un vitivinicolo che ha saputo fare squadra intorno alla qualità e che, invece, in questo modo lo si espone ad una polemica dannosa.

Mi scuso quindi con Lei sindaco e, attraverso Lei, con tutta la comunità di Guagnano.

Dia anche il mio benvenuto sincero al sindaco Tosi. Un benvenuto conclude Stefàno – tanto sincero da farmi preferire di assistere da lontano ad una polemica che, pericolosamente, rischia di dividere un mondo che aveva faticosamente ritrovato unità proprio intorno al Negroamaro, ambasciatore nel mondo di una Puglia migliore.”