cinghiali
foto archivio
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“Ho partecipato alla manifestazione nazionale indetta da Coldiretti sotto Montecitorio sulla grave problematica della proliferazione dei cinghiali, che si trascina da troppi anni mettendo a rischio non solo le colture degli agricoltori ma gli stessi abitanti delle aree urbane. Ho voluto portare il mio sostegno, insieme ai colleghi del M5S della commissione agricoltura, ed esprimere tutta la vicinanza e l’impegno affinché, come ci ha ricordato il Ministro Patuanelli dal palco, Stato e Regioni facciano rispettivamente la propria parte per evitare danni ai cittadini.”

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Così il deputato Gianpaolo Cassese (M5S) dopo il suo intervento di fronte al Parlamento nella affollata iniziativa di protesta degli agricoltori venuti da tutta Italia.

“Sono intervenuto non solo in veste di rappresentante delle istituzioni, ma come imprenditore agricolo che sa bene che cosa significa perdere il raccolto per cui si è tanto lavorato, vederlo andare in fumo per l’invasione di centinaia di cinghiali. Danni inestimabili a cui si deve mettere la parola fine. Ma, ripeto, non è un problema solo degli agricoltori, è un problema di sicurezza delle strade per gli automobilisti, per i cittadini tutti, che giustamente chiedono una gestione strutturale dei cinghiali presenti nelle aree urbane” prosegue.

“Le norme ci sono per intervenire su questo problema, ma troppo spesso non vengono applicate. Basti pensare che la maggioranza delle Regioni, tra cui la Puglia, a cui spetta la gestione della fauna selvatica, non ha predisposto i piani di abbattimento come avrebbe dovuto, pur avendo la facoltà di avvalersi, per portare avanti queste operazioni, anche di chi, munito di licenza venatoria, abbia frequentato appositi corsi di preparazione. Insomma le Regioni, attraverso i piani di abbattimento potrebbero non solo risolvere il problema dei cinghiali, ma addirittura creare reddito grazie alle linee guida sulla filiera della carne selvaggina emanata lo scorso marzo.” Conclude il deputato.

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