Ampolla olio

Ancora una inchiesta giornalistica sui furbetti dell’Olio d’oliva, quella di Report. Ancora ombre su cio’ che realmente troviamo in bottiglia: e’ extravergine di oliva o no? Sono domande a cui la politica puo’ e deve dare risposta e il Movimento 5 Stelle e’ pronto a fare la propria parte. Una proposta di legge a mia prima firma aggiorna modi ed entita’ delle sanzioni: oggi in Italia si arriva al paradosso che non vengono sanzionate condotte che a livello europeo sono vietate. Cosi’, c’e’ chi la fa franca nonostante il notevole e scrupoloso lavoro degli organi di controllo e spaccia un Olio per un altro ingannando i consumatori e attuando pratiche sleali“.

Lo afferma Giuseppe L’Abbate, portavoce del Movimento 5 Stelle in commissione Agricoltura alla Camera, primo firmatario della proposta di legge. “L’attuale classificazione degli olii d’oliva – riprende L’Abbate – e’ stabilita dall’Unione europea, che prescrive per le diverse categorie di Olio caratteristiche non previste dalla legge 1407 del 1960 sulla classificazione e la vendita degli olii di oliva, ancora in vigore. La norma italiana ignora, ad esempio le caratteristiche organolettiche e i limiti degli isomeri trans dell’acido oleico, principale componente dell’Olio di oliva. Inoltre, non prevede alcune tipologie di esame per la classificazione degli olii di oliva. Con l’approvazione della mia proposta di legge si utilizzerebbero strumenti, tecniche, caratteristiche divenuti scientificamente obiettivi per stabilire le diverse tipologie e qualita’ di Olio di oliva” .

Anche per il presidente della commissione Agricoltura della Camera dei deputati, Filippo Gallinella, del Movimento 5 Stelle, “la puntata di Report ha acceso i riflettori sull’urgenza di un intervento normativo”. “E’ necessario essere severi con chi sbaglia, – aggiunge Gallinella – anche e soprattutto nel settore del food, dove in gioco c’e’ anche la salute delle persone. Con questa proposta di legge vogliamo punire chi fa il furbo, tutelare e sostenere i produttori italiani di qualita’ e dare certezze ai consumatori. In commissione Agricoltura, insieme ai colleghi della commissione Giustizia, siamo pronti a metterci all’opera per portare a casa il risultato nel piu’ breve tempo possibile, confrontandoci con tutti gli attori in gioco“.

È già pronta la proposta di legge, a prima firma di Giuseppe L’Abbate, per adeguare il sistema delle sanzioni per chi commette frodi sulla vendita dell’olio di oliva”. Lo dice Giulia Sarti, portavoce del Movimento 5 Stelle e presidente della commissione Giustizia della Camera, in merito alla questione sollevata nuovamente da un servizio della trasmissione Report sulla contraffazione dell’olio extravergine di oliva. “L’attuale normativa – spiega la deputata – è basata su una vecchia legge del 1960 che prevede una classificazione degli olii superata dalle regole dell’Unione europea: se viene messo sul mercato un olio che all’esame organolettico non rispetta le regole UE, non si può applicare la sanzione perché, secondo la legge del ’60, quel prodotto è a norma! Occorre dunque cancellarla e adeguare anche i più recenti testi che hanno recepito le direttive UE, in particolare il decreto legislativo 23 maggio 2016, n. 103. È proprio questa la finalità della nostra proposta di legge che prevede, se il fatto non costituisce un reato penale, sanzioni pecuniarie da un minimo di 2.500 a un massimo di 60mila euro per gli olii contraffatti, sanzioni che possono raddoppiare nei casi di olii derivanti sa esterificazione o di sintesi.

Nei primi giorni del 2019 – conclude Sarti – avvieremo l’iter per arrivare a una rapida approvazione della legge