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«Su mia iniziativa si è tenuta nei giorni scorsi una riunione con varie rappresentanze associative (Federcaccia Cosimo Colucci, C.P.A Rocco Bellanova, Libera caccia Michele Bufano, Confagricoltura Carmine De Palma, C.I.A Franco Bruni, presente anche il funzionario del parco regionale delle gravine e presidente A.T.C) per un confronto sugli esiti della istituzione, con legge 18 del 2015, del Parco Naturale Regionale delle Gravine.» Lo dichiara in una nota Giuseppe Pulito, consigliere provinciale ionico delegato per caccia e pesca.

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«E’ fuori discussione – afferma Pulito – che la istituzione del Parco, per le sue principali finalità di protezione dell’ambiente, ma anche di sostegno ad uno sviluppo del turismo e delle attività agricole, sia da considerarsi in linea di principio meritevole di approvazione. Diverso è il discorso quando a distanza di anni si traccia un consuntivo degli esiti che tale istituzione ha avuto sul territorio. La valutazione unanimemente condivisa dai vari operatori economici e sociali che quotidianamente si confrontano con una seria di gravi difficoltà, è quella che l’attuale configurazione del Parco, e in particolare la sua farraginosa gestione burocratica, produca più problemi che benefici. Anzi è consolidata l’idea che i tanti limiti e le tante procedure previste siano addirittura un ostacolo non solo allo sviluppo ma, addirittura, costituiscano un grave limite ad ogni tipo di attività.

Diventa irrinunciabile a questo punto – conclude Pulito – un confronto a livello regionale per verificare quali correttivi vadano individuati per trasformare quella che oggi appare essere solo una sorta di sovrastruttura burocratica in una occasione di reale sviluppo. In questa ottica ritengo importante un incontro con tutti gli amministratori delle aree interessate per definire un percorso comune

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