La battaglia contro le trivellazioni in Italia entra nel vivo. Il 17 aprile si vota per il referendum.

La Fondazione H2U The Hydrogen University, ente che lavora sul passaggio da un’economia industriale basata su energie di origine fossile ad una nuova economia che trae le sue energie da fonti rinnovabili come la radiazione solare ed il calore terrestre, sostiene il SI per fermare le trivelle nel Mar Mediterraneo. Antonella Galeone, Responsabile giuridico della fondazione e delegata  per questa battaglia, lancia un appello alle donne:

                                                                      Senza le donne non c’è “Quorum”                                                                                                       Antonella Galeone

         Le donne hanno innato l’istinto della conservazione della specie perche hanno  il dono della procreazione, e per questo sono dotate di una straordinaria forza, istintuale e creatrice. E’ una forza psichica potente, che ci consente di agire in difesa di quello che è per noi il bene supremo: siamo state programmate per tutelare la nostra discendenza.

         In questo momento storico noi abbiamo il dovere di mettere in campo questa grande forza, per opporci con il nostro voto alla barbarie che governi inadeguati e corrotti ci hanno imposto e continuano a imporci.

          Rita Levi Montalcini, sottolineando il ruolo che le donne hanno nella società disse ” Le donne sono l’altra metà del mondo, devono partecipare ai processi decisionali “.

         Andiamo quindi a votare numerose al Referendum contro le Trivellazioni in mare, per dire “basta” al petrolio, “basta” all’inquinamento e alla distruzione degli ecosistemi, perchè non è giusto che un bambino nasca per morire in una terra inquinata, dove non c’è mare e non c’è cielo,  ne’ prati verdi in cui giocare.

         Se diremo No al petrolio, oltre all’ambiente salveremo noi stessi, i nostri figli e  i loro discendenti, perchè siamo ad un punto di non ritorno: estrarre il petrolio e bruciare combustibili fossili non ha più senso, se mai ne ha avuto, abbiamo già pagato un prezzo altissimo.

         Facciamo nostro l’appello della grande scienziata, lei si è rivolta alle donne con fiducia e speranza.

         Partecipiamo al Referendum in tante, in massa, facciamo in modo che si senta il contributo delle donne in questo momento epocale di cambiamento per attuare un’ inversione di rotta.

          Senza il nostro voto non si raggiungerà il quorum.

         Andiamo a votare con la consapevolezza che quel voto è un bacio dato ai nostri bambini, perchè non si ammalino.

         Il prossimo 10 marzo 2016 ricorre il settantennario del diritto di voto alle donne. E’ un anniversario importante, ricordiamolo degnamente, esercitando quel diritto che ci è stato concesso il 31 gennaio 1945 (con Decreto legislativo luogotenenziale fu sancito il suffragio universale) e che fu esercitato per la prima volta il 10 marzo del 1946 (prime elezioni amministrative dopo la caduta del fascismo).

         E’ stato uno dei primi atti legislativi della Repubblica, un doveroso riconoscimento del contributo dato negli anni della guerra dalle donne, che con grande coraggio e determinazione portarono avanti campi, fabbriche e città, crescendo allo stesso tempo figli, assistendo invalidi ed anziani, con gli uomini al fronte.

         Il contributo delle donne fu determinante, tante furono partigiane, rischiarono la vita in nome di alti ideali di giustizia e di libertà. Molte morirono.

         E’ toccante ricordare che una delle prime leggi della nascente Repubblica riconobbe il valore delle donne nella società.

         Siamo degne di questo ricordo!

         Battiamoci anche noi, degnamente, sul loro esempio.

         Anche questa è una guerra, contro le lobby del petrolio, e va combattuta fino in fondo.

         Senza le donne non c’è “Quorum “.