Il Pomodorino di Manduria ha una resa bassissima rispetto agli ibridi commerciali e richiede
molto lavoro. Per questa ragione, nonostante le ottime caratteristiche organolettiche (sia
fresco sia trasformato), è stato via via abbandonato e sostituito da coltivazioni intensive.

Il seme è stato rintracciato dalla condotta Slow Food Manduria – Terre del Primitivo grazie ad alcuni agricoltori anziani, che lo avevano gelosamente custodito, e ora il Presidio coinvolge tre produttori del territorio che hanno accettato di rispettare un rigido disciplinare di produzione e trasformazione: D’Adamo Chiara, Damiano Spina SRL, Terra di Patuli.
Il Presidio è nato nell’ambito del progetto C.A.P. Salento, finanziato da Fondazione per il
Sud.

L’obiettivo prefissato inizialmente era salvare questa varietà, coinvolgendo nuovi produttori
e stimolando soprattutto il mercato locale, attraverso il coinvolgimento della ristorazione.
A distanza di un anno da quando il Pomodorino di Manduria ha avuto il prestigioso
riconoscimento di Presidio Slow Food si può dire che siamo sulla strada giusta e per la
prima volta il Pomodorino di Manduria Presidio Slow Food sarà reperibile anche in varie
tipologie di trasformati.

I tre produttori hanno inoltre creato un marchio “Produttori Pomodorino di Manduria”
Presidio Slow Food a tutela e garanzia dei consumatori, nei prossimi giorni saranno
impegnati nella promozione del Pomodorino di Manduria Presidio Slow Food ai Mercati
della Terra e del Mare organizzati da Slow Food Puglia presso la riserva naturale di Torre
Guaceto dal 9 all’11 Agosto. Il Pomodorino di Manduria Presidio Slow Food sarà inoltre
presente nel ciclo di incontri “Tra le Torri del Primitivo” (25 luglio Torre Colimena, 8 agosto
Torre Moline e 23 Agosto Torre Palombara) organizzato dal Consorzio di Tutela Del
Primitivo di Manduria DOP e DOCG e Slow Food Puglia e a Lizzano per l’evento Agritur
(11-13 agosto).

I Presìdi Slow Food sostengono le piccole produzioni tradizionali che rischiano di
scomparire, valorizzano territori, recuperano antichi mestieri e tecniche di lavorazione,
salvano dall’estinzione razze autoctone e varietà di ortaggi e frutta.
Ad oggi 577 Presìdi Slow Food in tutto il mondo coinvolgono più di 13.000 produttori.