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«Questa mattina è accaduto qualcosa che non ci saremmo mai aspettati da chi ha vinto le elezioni cavalcando i cavalli della partecipazione dal basso e della trasparenza amministrativa. Mentre numerosi operatori e genitori inscenavano un sit-in di protesta per il mancato avvio del servizio di mensa per le scuole primarie e dell’infanzia e per l’integrazione scolastica organizzato dalla fisascat cisl – alla quale manifestazione abbiamo avvertito il dovere di partecipare – abbiamo assistito al rifiuto del sindaco di confrontarsi con i rappresentanti sindacali, cercando un’ingiustificata interlocuzione diretta con i manifestanti.» E’ quanto riporta una nota del Partito Democratico di Grottaglie, che fa riferimento alla manifestazione di protesta prevista per stamattina.

«La verità è – prosegue la nota del PD grottagliese – che il sindaco crede di poter avere un terreno di discussione più agevole con gli operatori che, probabilmente, hanno conoscenza più contenuta del funzionamento della macchina amministrativa, mentre teme il confronto con chi questa lacuna non ce l’ha.
La verità è che di fronte alla semplice e pacifica richiesta di conoscere i tempi per la partenza dei servizi sopra citati, nessuno ha saputo dare risposta. Né il sindaco né l’assessore Dubla.
Il goffo comportamento del sindaco e della sua giunta porta a due possibili conclusioni: o siamo di fronte a dilettanti che non riescono nemmeno a programmare un servizio attivo da anni per il quale non c’è granché da inventarsi; o siamo di fronte ad un vero e proprio taglio ai due servizi per mancanza di risorse finanziarie. Noi protendiamo più per la seconda ipotesi. Quando si è in ristrettezze, o si aumentano le tariffe o si taglia il servizio. Evidentemente questa maggioranza ha preferito, sperando di farla sotto il naso di un’intera città, di tagliare i servizi accorciandone la durata, con conseguente grave disagio per le famiglie e per gli operatori.

Questo è il cambiamento (in peggio) – conclude la nota del PD grottagliese: servizi tagliati o chiusi con la speranza di poter addossare la colpa a chi governava prima di loro o di potersi giustificare adducendo scuse infantili come quelle che abbiamo avuto modo di leggere nel comunicato dell’assessore Blasi.»