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Notizie del genere sembrano non appartenere a noi, come se certe cose possano accadere solo in zone notoriamente indicate come territori in cui la malavita organizzata ha le sue radici, come fossero casi da noi lontani e isolati.” A dichiararlo è Giuseppe Russo, portavoce di “Idea Popolare e Sociale”, movimento politico culturale di Grottaglie, che prosegue: “Eppure anche qui, nel nostro territorio, la mafia agisce, opera e gestisce i propri affari, quasi all’oscuro di tutti ma a quanto pare così non è. L’assassinio avvenuto il 18 del mese corrente è stata una di quelle notizie che sul territorio nazionale ha avuto molto risalto sulle prime pagine di tutti i giornali non solo perché riguarda una esecuzione brutale che ha visto morire un uomo il quale stava già scontando una pena per duplice omicidio avvenuto anni addietro per una vicenda legata al traffico di droga, ma soprattutto perché nell’esecuzione sono morti la compagna e il figlio di lei, nato da una precedente relazione con un altro uomo anch’egli morto durante un agguato di qualche anno fa.

Il Ministro dell’Interno Alfano – prosegue Russo – ha già disposto l’invio di sessanta uomini delle forze dell’ordine fra poliziotti e carabinieri nella provincia tarantina per potenziare il controllo sul ter-ritorio e dare un impulso alle indagini; in data odierna si è recato presso la Prefettura di Taranto per presiedere un vertice nel quale discutere un piano sulla sicurezza pubblica affiancando agli investigatori della Dda di Lecce e della Procura di Taranto uomini dei servizi segreti. Ben venga la risposta tempestiva alla vicenda da parte dello Stato ma sappiamo bene che questa è solo una misura temporanea che porterà forse alle conclusioni delle indagini dando dei nomi agli esecutori e ai mandanti. C’è anche da riconoscere come in questi anni, grazie al lavoro di uomini coraggiosi, molti latitanti e alcuni grossi gruppi criminali siano stati consegnati alla giustizia ma c’è ancora molta strada da fare.

Per arginare il potere malavitoso – continua Russo – serve un piano a livello nazionale ed anche in-ternazionale che vada ad aumentare il controllo sul territorio da parte delle forze dell’ordine, dare maggiori risorse alle procure e ai gruppi d’indagine, facilitare la collaborazione fra le procure e gli organismi investigativi perché non possiamo sempre aspettarci un omicidio o peggio ancora una strage, come avveniva in passato, per poi agire di conseguenza, sarebbe meglio prevenire certi fatti invece di curarli in seguito.

Aspettando – conclude Russo – che il Governo Renzi, il quale Presidente ha ricordato nel discorso fatto alla Camera il 19 sia Don Diana che il povero bambino morto, inserisca nell’agenda di Governo queste contromisure, così da non dover leggere ancora che si conti-nua a morire di mafia, anche a tre anni.”